La lotta di quei pochi dipendenti Alfa Romeo di Arese (sono rimasti in 232) contrari allo spostamento a Torino delle ultime lavorazioni rimaste nello storico stabilimento alle porte di Milano, stanno creando problemi anche sul lancio dei nuovi prodotti della Casa del Biscione. L’Alfa Romeo ha infatti deciso di ritirare il nome Milano, destinato alla vettura che sostituirà la 147, proprio a seguito dei contrasti nati dopo la comunicazione che quel che restava dell’Alfa Romeo a Milano sarebbe stato trasferire a Torino.
E il fatto che l’Alfa Romeo avrebbe potuto chiamare una sua nuova vettura con il nome della città che vede spostare l’unico pezzo di stabilimento originario rimasto in attività, rischiava di diventare una beffa, con un danno di immagine non calcolabile sul futuro commerciale della vettura. La vettura sarà chiamata così Giulietta.
Entro febbraio del prossimo anno infatti i 232 tra progettisti e ingegneri rimasti ad Arese dovranno trasferirsi a Torino oppure il loro futuro sarà segnato. E pensare che nemmeno due decenni fa lavoravano nello stabilimento di Arese quasi 20.000 persone. Fiat ha acquisito la casa automobilistica nel 1986 e da allora ha via via spostato a Torino tute le lavorazioni togliendo l’Alfa Romeo dalla sua terra d’origine. Nel 2000 l’Alfa Romeo ha cessato di produrre ad Arese (vi si producevano ancora la GTV e la Spider) lasciando in loco solo il Centro Stile, il Museo e il call centre per l’assistenza clienti.
E’ la terza volta che l’Alfa utilizza questo nome su un suo modello. La prima volta è stato tra il 1954 e il 1965, la seconda tra il 1977 e il 1985. La Giulietta sarà probabilmente l’ultima vettura prodotta per il momento dall’Alfa Romeo. Sergio Marchionne starebbe infatti per congelare i nuovi progetti e investimenti in Alfa Romeo in attesa di una revisione dell’attività del brand che non riesce a decollare e che continua ad accumulare perdite.
Intervistato dalla rivista Automotive News, il boss del Gruppo Fiat sostiene di avere due opzioni per l’Alfa: sostituire la 159 con una berlina del segmento D, e sostituire la 166 con una berlina sempre del segmento E costruita in Nord America su piattaforme Chrysler e da vendere in tutto il mondo ma solo con il marchio Alfa Romeo; congelare gli investimenti nel marchio dopo il lancio della Giulietta. In pratica, bloccando la sostituzione della 166 e cercando di fare numeri con Giulietta e MiTo, mantenendo in listino il resto della gamma: 159, Brera, Spider e GT.
Secondo Automotive News, nel 2008 l'Alfa ha venduto 103.000 vetture nuove rispetto a 203.000 nel 2000, perdendo tra i 200 e i 400 milioni di euro l'anno negli ultimi 10 anni. In compenso, l'alleanza Fiat-Chrysler potrebbe consentire un elevato livello di impiego delle piattaforme di Chrysler per le nuove 159 e 166. Marchionne ha parlato di piattaforme Chrysler dei segmenti D ed E che potrebbero essere Alfa Romeizzate. Sempre che l’operazione si riveli conveniente.
Marchionne si è riservato di annunciare il destino Alfa all’inizio del prossimo anno, quando presenterà il piano industriale del Gruppo per il periodo 2010-2014. Anche se ha assicurato che non ci sarà nessuna integrazione tra il marchio Alfa e quello Dodge: «Il patrimonio dei brand Alfa e Dodge è completamente diverso, il loro Dna è del tutto differente. Alfa Romeo perderebbe molto del suo fascino se cercassimo di americanizzarla attraverso una fusione con Dodge» ha detto.