L’Alfa Romeo entra in scena da protagonista nelle vicende del Gruppo Fiat e persino del Gruppo Chrysler, di cui Fiat possiede il 20% delle azioni. Prima con le voci che introducevano la possibilità di chiudere addirittura le attività del marchio (“Abbiamo già speso fin troppo per questo marchio” aveva detto Marchionne), quindi la successiva dichiarazione dello stesso Marchionne che l’Alfa Romeo non sarebbe stata chiusa e che stata valutando l’idea di rilanciare le vendite in Usa, iniziando dalla futura nuova 147, per finire il 22 gennaio con la notizia dell’accorpamento sotto la direzione di Harald Wester dei marchi Alfa Romeo, Abarth e Maserati, e in sostanza della costruzione del polo sportivo di lusso italiano.
Questa del polo sportivo non è in effetti una novità assoluta, già nel 2005 questa ipotesi era stata ventilata in occasione della nomina ad amministratore delegato di Alfa Romeo e Maserati di Karl-Heinz Kalbfell, ma poi non ebbe nessun seguito: Kalbfell fu sostituito da Antonio Baravalle, a sua volta sostituito da Luca de Meo e infine da Sergio Cravero. Wester sostituisce quindi Cravero (che avrà la responsabilità della funzione Product Portfolio Planning & Product Concept per Fiat Group Automobiles) con il compito “di esaltare e valorizzare le caratteristiche comuni ai tre brand, in termini di vocazione sportiva e prestazioni motoristiche” come ha detto Sergio Marchionne. Wester manterrà inoltre gli attuali incarichi di Chief Technical Officer di Fiat Group e Fiat Group Automobiles e di amministratore delegato di Maserati e di Abarth.
Un compito non facile quello di Wester, 57 anni, un passato in Volkswagen quindi in Magna Steir fino al 2004 prima di passare in Fiat. L’Alfa ha vissuto un 2009 molto difficile, con le vendite ferme a 103.000 unità in Europa, in calo rispetto alle 203.000 nel 2000. Secondo fonti del settore, il marchio avrebbe perso tra i 200 milioni di euro e 400 milioni di euro l'anno negli ultimi 10 anni.