L’Alfa Romeo ha appena lanciato la nuova Giulietta al Salone di Ginevra, ma gli analisti da tempo si sono scatenati a valutare come questo nuovo prodotto potrebbe incidere sul futuro del marchio. Gli ultimi in ordine di tempo sono gli esperti del Wall Street Journal che sono arrivati a una conclusione controcorrente: per tornare a contare l’Alfa Romeo dovrebbe abbandonare lo status di auto di categoria premium per dedicarsi a vetture più vicine alle masse. Lo suggerirebbe anche la frustrazione del Gruppo torinese nel gestire una Casa più conosciuta per le auto prodotte 40 anni fa, prima ancora che la Fiat ne acquisisse il marchio nel 1986, che non per i modelli attuali.
Secondo il WSJ, il Gruppo Fiat sarebbe riuscito a lucidare l'immagine dell’Alfa offuscata da anni di scarsità di proposte, ma avrebbe ancora pochi nuovi modelli nel cassetto per tentare di ringiovanire la marca, per non parlare di una eventuale espansione di mercato. Gli analisti del WSJ non fanno troppi giri di parole e dicono che la “Fiat farebbe bene a seguire l'esempio del Gruppo PSA Peugeot-Citroën, che sta lavorando per migliorare l'immagine dei prodotti mass-market del marchio Citroën cercando di posizionarli su un livello più alto come sta facendo con l'introduzione della DS3.
Ora non resterà che vedere come il pubblico risponderà alla visione della Giulietta, al Salone di Ginevra. Fiat punta a vendere 100.000 Giulietta nei primi 12 mesi, la stessa quantità che si aspetta dalla MiTo nello stesso periodo. Traguardi ambiziosi visto come è andato il 2009, con l’Alfa Romeo che ha venduto complessivamente 110.445 vetture, con una quota di mercato in Europa cresciuta dell’8,1% rispetto al 2008 ma sempre poco consistente visto che si è fermata allo 0,8%.