La crisi fa bene alla Dacia. E se a fine marzo il mercato dell’auto ha registrato una netta ripresa il merito non è da attribuirsi esclusivamente agli incentivi alla rottamazione. Lo sostengono i vertici della Casa romena, che vedono in questa ripresa anche il contributo dei loro prodotti a prescindere dalle politiche di aiuto governative. Insomma, ripresa a parte, le Dacia sarebbero comunque state vendute bene proprio perché perfettamente in linea con la nuova filosofia low-cost che ha ormai interessato tutti i settori della società con una richiesta di prodotti a basso prezzo ma non per questo poveri e senza stile.
A marzo, infatti, Dacia è entrata a far parte della top 20 del mercato con una quota dell’1%, superando marchi quali Skoda e Honda e registrando una crescita del 207,38% rispetto a marzo 2008. In particolare, Dacia Sandero ha raggiunto in Italia ben 10.200 ordini, a soli sei mesi dal lancio, con un mix di vendita che si conferma elevatissimo per la versione GPL (85%), che consente ai clienti di acquistare l’auto a 5.850 euro beneficiando degli incentivi alla rottamazione. In Lombardia, in particolare, gli ecoincentivi regionali permettono ai clienti che rispondono ai criteri previsti (accordati a fasce di reddito molto basse) di acquistare Dacia Sandero a soli 2.850 euro!
Non solo quindi Dacia è una delle poche Case al mondo a non subire gli effetti devastanti della crisi, ma la controllata del Gruppo Renault è anche una delle poche, se non l’unica, ad aumenterà del 12 % i ritmi produttivi giornalieri da 1.200 a 1.340 veicoli (a partire da giugno) e a creare nuovi posti di lavoro (500 per ora).