La crisi colpisce anche tra i marchi di lusso. La casa del Cavallino, per esempio, dopo un difficile confronto con i sindacati ha da pochi giorni raggiunto un accordo ponendo fine a quella che è stata definita una “guerra” con i propri dipendenti. Azienda e sindacati hanno infatti firmato un'intesa grazie alla quale sono soddisfatti sia i lavoratori del Cavallino sia l’azienda, che in questo modo ha evitato un grave danno di immagine.
Dopo dieci giorni di protesta, conseguenza di un annunciato taglio dei dipendenti precari, i lavoratori della casa modenese sono riusciti a contrattare la concessione dei premi annuali, la regolarizzazione di alcuni precari e la razionalizzazione delle esternalizzazioni di alcuni comparti. Inizialmente invece il premio annuale sarebbe stato vincolato (voce sindacale) al licenziamento di 270 esuberi.
La versione della Ferrari ovviamente è diversa: ”Chi parla di licenziamenti alla Ferrari non solo sbaglia ma dice il falso'' sostiene una nota dell’azienda, ''La Ferrari ha proposto ai sindacati un piano per mantenere l'occupazione salvaguardando il posto di lavoro anche a 100 lavoratori con contratto flessibile puntando su questi giovani per il futuro. Non c'è stato nessun ricatto, semmai il premio non era dovuto perché legato a obiettivi di crescita”.
Crescita difficile in questo momento e che ha già avuto i suoi risvolti negativi nel 2009, quando da Maranello sono uscite 6.250 auto (lo stesso risultato che si prevede per il 2010) contro le 6.450 vendute nel 2008. E se i risultati sono inferiori alle attese va da sé che i premi non arrivano. Se poi si aggiungono voci di 270 esuberi su 2700 lavoratori (2550 a Maranello e 150 a Modena) si fa presto a creare tensioni.
Alla fine, però, l'intesa si è chiusa e i lavoratori percepiranno comunque un premio di produzione di 1200 euro l’uno. Quanto alle esternalizzazioni, queste coinvolgeranno solo il personale non impiegato nel core-business dell'azienda modenese. I dipendenti interessati dal piano saranno semplicemente ricollocati nelle aziende locali del modenese, non in altri Paesi.
L’intesa prevede inoltre la regolarizzazione graduale di 80 lavoratori precari entro i primi mesi del 2011, a cui corrisponde un percorso di mobilità per agevolare i pre-pensionamenti volontari. Il peso dei licenziamenti sarebbe infatti stato pesante per la comunità di Maranello dove su 17.000 abitanti, ben 2.700 lavorano in Ferrari.