Sergio Marchionne non è
nuovo ai colpi di scena e qualche settimana fa ha creato un po’ di scompiglio
la sua affermazione secondo cui la Fiat
considera naturale il ritorno alla sua storica quota di partecipazione del 90% in
Ferrari rispetto all’85% che detiene
oggi.
Si tratta di una storia iniziata molto tempo fa, con Enzo Ferrari ancora in
vita, quando nel 1969 Fiat ha comprato un iniziale 50% di azioni Ferrari e
un'opzione per comprare il rimanente 50% dal fondatore Enzo Ferrari, dopo la
sua morte.
Con la
scomparsa di Enzo Ferrari Fiat ha esercitato la sua opzione e nel 1988 ha
comprato un ulteriore 40% di azioni Ferrari portando la sua partecipazione
appunto al 90%. Il rimanente 10% era stato precedentemente donato da Enzo
Ferrari a suo figlio Piero, Vice Presidente Ferrari.
Nel 2002,
durante la sua peggior crisi finanziari di sempre, Fiat ha venduto il 34% di azioni
Ferrari per 775 milioni di Euro circa a Mediobanca, con un'opzione per
ricomprarla. Cosa poi avvenuta negli anni successivi tranne per un 5% che Mediobanca ha venduto nel
2005 al fondo di Abu Dhabi Mubadala Sviluppo Co. per 114 milioni di Euro.
A questo punto Fiat deve trovare una soluzione che accontenti il fondo Mubadala
per soddisfare il suo desiderio. Quanto
alle vendite, nella prima metà dell'anno Ferrari ha venduto 3.200 auto, un 2%
in più rispetto all'anno precedente, con prospettive ottimistiche anche per la
fine dell’anno. In Ferrari prevedono che le vendite del 2010 saranno leggermente
superiori a quelle del 2009, grazie al successo di modelli come la 458 Italia e
599 GTO, e dalla crescita del mercato cinese, dove le vendite Ferrari sono
cresciute del 20% nella prima metà dell'anno.