Fiat prende posizione con un comunicato ufficiale nei confronti delle iniziative sindacali che hanno bloccato dal 25 maggio l’attività a Melfi in due imprese dell’indotto, la Plastic Components e la Sistemi Sospensione SpA (entrambe appartenenti a Magneti Marelli).
La mancanza di fornitura di componenti ha bloccato così anche l’attività dello stabilimento Fiat, che occupa circa 5.000 persone, interessando anche le altre aziende dell’indotto del comprensorio. La causa degli scioperi è nel mancato rinnovo di alcuni contratti di lavoro a tempo determinato nelle due aziende di componentistica.
Fiat ha scelto di non ricorrere a nuovi contratti ma di impiegare temporaneamente lavoratori provenienti da altri stabilimenti del Gruppo e attualmente in cassa integrazione. Una decisione che la Casa torinese ritiene coerente con una gestione responsabile della crisi di mercato.
Le conseguenze sono gravi sia per le migliaia di persone che lavorano nello stabilimento, che avranno evidentemente riflessi sul loro salario, sia per la Fiat, la cui perdita di produzione è pari a 1500 vetture al giorno.
Un danno ancora più grave dato che nello stabilimento lucano, a partire dal mese di marzo viene prodotta la Grande Punto nelle versioni a metano e Gpl, che “ha registrato un ottimo andamento degli ordini, permettendo all’azienda non solo di annullare la cassa integrazione programmata, ma addirittura di fare ricorso al lavoro straordinario». E tutto questo in un momento in cui il mercato dell’auto, italiano ed europeo, è ancora in forte sofferenza.