L’Assemblea degli Azionisti di Fiat S.p.A., riunitasi il 26 marzo al Lingotto, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2009 e la distribuzione agli Azionisti di un dividendo lordo di 0,17 euro per azione ordinaria, 0,31 euro per azione privilegiata e 0,325 euro per azione di risparmio che sarà messo in pagamento a partire dal prossimo 22 aprile, con stacco cedola il 19 aprile. Ma ciò che più di ogni altra cosa ha catalizzato l’attenzione di tutti sono state le considerazioni di Sergio Marchionne che nel suo discorso ha tenuto a ricordare in primis che le radici del Gruppo Fiat sono italiane e tali rimarranno, ma anche ad attaccare sindacati, politici italiani e imprenditori che starebbero facendo una sorta di tiro al bersaglio sulla Fiat senza tener conto del salvataggio del Gruppo e dei risultati raggiunti dal 2004, quando Fiat stava attraversando uno dei momenti peggiori della sua centenaria storia. Ecco in pillole le frasi più forti del suo discorso. E di quello di Luca di Montezemolo, che ha parlato dopo di lui.
Tiro al bersaglio "Oggi stiamo vivendo un altro gioco pericoloso, un nuovo tiro al bersaglio contro la nostra azienda. Mi riferisco non solo a quello che scrivono i giornali, che nella maggior parte dei casi fanno il loro lavoro e riportano dichiarazioni, penso piuttosto alle dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo politico, sindacale e a volte imprenditoriale. La Fiat non pretende di essere salutata ogni giorno con le fanfare, ma non troviamo giusti nemmeno i fischi gratuiti, ci piacerebbe vedere un po' di equilibrio".
Dividendi "Pagare i dividendi è un atto dovuto. Ingiuste le accuse che ci sono state fatte, accusare la Fiat di favorire gli azionisti può essere un argomento popolare, a patto di non ricordare che tra questi ci sono 215 mila piccoli azionisti, ovvero tutte quelle persone che hanno una modesta quantità di azioni Fiat. Anche pensando a chi possiede grandi quote di capitale, si tratta comunque di un argomento del tutto ingiusto. Tutti gli azionisti hanno dovuto fare grandi sacrifici in questi ultimi anni. La Fiat di oggi è un'azienda che è stata ricapitalizzata per più del 70% negli ultimi 17 anni. Il riferimento è agli aumenti di capitale sottoscritti tra il 1993 e il 2003 ed anche al prestito convertendo del 2005, dal quale le banche coinvolte, almeno quelle che hanno avuto fiducia nell'impegno che avevamo preso con loro, hanno ricevuto un ritorno più che profittevole. Alla luce di tutte queste operazioni, risulta evidente da dove proviene la maggior parte del valore della Fiat di oggi. Su circa 11 miliardi di euro, che è quanto attualmente l'azienda vale in Borsa, quasi 8 miliardi derivano dall'impegno degli azionisti negli ultimi 17 anni. Il coraggio dimostrato nel 2005 per mantenere il controllo della Fiat da parte dell’azionista di riferimento è stato essenziale per garantirci la possibilità di continuare il nostro percorso di risanamento.
Rapporti con lo stato "Nessuno può dire che viviamo alle spalle dello Stato o che vogliamo abbandonare il Paese. Crediamo nel futuro italiano del Paese, quello che va bene per l'Italia va bene anche per noi, ma non esistono rapporti a senso unico. Per questo motivo chiedo rispetto per la Fiat, che fa delle gran belle macchine e a cui riconosciuta la libertà di agire nel contesto mondiale. Ogni azienda ha il diritto e il dovere di fare le proprie scelte".
Cattivi profeti "La storia ha dimostrato che i profeti si sbagliavano. Purtroppo le sirene dei detrattori le abbiamo già sentite suonare altre volte. Nel 2004 non c'era una sola voce autorevole a scommettere sulla rinascita di questa azienda. La gara era indovinare la fine più cruenta. Era una gara fatta sulla pelle dei nostri lavoratori e su centinaia di migliaia di altri italiani che lavorano nella filiera dell'auto.
Termini Imerese “Per evitare i soliti sospetti voglio dire una cosa: sappiamo che i sindacati, tra le varie alternative possibili, danno la priorità a quelle iniziative industriali con una forte vocazione automobilistica. Voglio ribadire che la disponibilità e la collaborazione della Fiat saranno le stesse anche in questa eventualità. Siamo pronti a mettere a disposizione lo stabilimento, a fronte di un piano che vada nella direzione da tutti auspicata, quella del mantenimento dei posti di lavoro. Non ci risulta che nessun costruttore al mondo abbia mai ceduto ad altri un impianto per favorire una nuova attività".
Montezemolo "La fase peggiore e più drammatica l'abbiamo lasciata alle spalle e iniziamo a intravedere una ripresa che sarà lunga e lenta. Il gruppo Fiat è in buone condizioni. Anche per la Fiat il 2009 è stato un anno complicato, in tutti i settori, in particolare per i veicoli industriali e le macchine movimento terra. L'azienda ha saputo reagire con velocità raggiungendo e addirittura superando gli obiettivi che c'eravamo prefissati. Malgrado le pessime condizioni dei mercati i risultati ottenuti dimostrano che il Gruppo Fiat è in buona salute. Abbiamo dovuto necessariamente rivedere molti dei piani previsti, tra cui anche i lanci dei nuovi modelli. Ciò nonostante, abbiamo presentato alcune importanti novità di prodotto, tra cui mi sembra importante segnalare la Punto Evo".
Futuro “E' la dimostrazione che la Fiat è un'azienda che, per quanto difficile sia il contesto in cui si muove, continua a investire nel proprio futuro. In quest'ottica vanno lette le importanti alleanze che abbiamo concluso nel corso dell'anno. L'accordo con Chrysler è una delle più grandi operazioni che si siano viste nel settore dell'auto negli ultimi decenni. Ringrazio tutte le donne e gli uomini della Fiat nel mondo, che lavorano nelle fabbriche e negli uffici per assicurare alla nostra azienda altri importanti traguardi. Anche nel 2009, di fronte alle difficoltà e alle incertezze, la Fiat ha dimostrato di sapersi muovere con lucidità e lungimiranza. Ha dimostrato di essere un Gruppo coeso e compatto che ha lavorato moltissimo e lo ha fatto in modo serio, trasparente e concreto".
Radici in Italia "La nostra storia, le nostre radici e il nostro cuore sono e saranno in Italia. Siamo alla vigilia della presentazione di un modello che ha in sé l'essenza della migliore italianità. La Giulietta che verrà presentata il mese prossimo, richiama il nostro Paese in tutti i suoi tratti caratteristici: il design, la creatività e la capacità di innovare".
Grazie a Marchionne "Il Gruppo Fiat ha sempre mantenuto gli impegni presi. Di questo dobbiamo rendere merito a Sergio Marchionne. Marchionne ha saputo creare e guidare un gruppo di persone di grande valore, capaci, determinate e coraggiose, che trasformano le difficoltà in opportunità e che vivono gli ostacoli come sfide da vincere. Su queste basi, su queste persone e su questa determinazione intendiamo costruire il futuro dell'azienda. Grazie quindi a tutti loro per quello che hanno fatto e continuano a fare ogni giorno".