Pericoloso di questi tempi lasciarsi andare a
considerazioni, soprattutto se negative. Se ne è accorto anche Sergio
Marchionne, il quale, dopo aver annunciato con una settimana di anticipo i dati
in ribasso del mercato auto di giugno, ha visto scendere da un giorno all’altro
il titolo Fiat fino al -9,0% e solo un recupero finale ha consentito di
chiudere al -6,6% .
Una frase apparentemente innocua, rilasciata durante la
conferenza stampa di lancio della MiTo, ma sufficiente a scatenare una messe di
vendite che ha coinvolto il 7% del capitale. “Il mercato dell’auto a giugno è
stato disastroso così come a maggio”, questa la frase che in un giorno ha
portato il titolo dai 13,16 euro del 19 giugno agli 11,74 euro del 20 giugno.
Ancora
più grave è la perdita in un mese: il 20 maggio infatti il titolo era quotato
15,23 euro. Il momento evidentemente non aiuta a mantenere la calma e ormai
basta poco per mettere gli operatori in allarme. E non solo quelli italiani. Il
mercato dell’auto è sotto pressione in tutta Europa, e tutte le Case hanno
dovuto fare i conti con il caro petrolio e materie prime a cui si aggiunge la
riduzione del potere di acquisto delle famiglie. Nello stesso giorno Porsche ha
perso il 4,2%, Peugeot il -2,7%, Renault il -2,1%, Bmw il -1,6%.