Il 30 dicembre la Fiat ha battuto un record negativo
che non cadeva dall’aprile 2005, quando la grande crisi in cui versava il
Gruppo torinese aveva aperto la strada alle più fosche prospettive. E’ bastata
infatti una piccola riduzione del valore del titolo (-1,04% rispetto al giorno
prima) per ritrovarsi di colpo con una capitalizzazione inferiore a quella di
cui sopra.
In sostanza, la Fiat vale meno oggi di quanto valeva in uno dei suoi
momentipiù bui. E tutto questo senza
avere i conti in rosso o pesanti esposizioni finanziarie e dopo tutto quello
che di buono il Gruppo ha fatto in questi anni. Possibile che tre anni e mezzo
di successi siano così poco considerati dagli investitori? La ragione, secondo
gli esperti di Borsa, andrebbe ricercata nelle prospettive fosche che gli
investitori riservano per il 2009 al mercato dell’auto. Previsioni confermate
in parte anche dai responsabili delle Case automobilistiche, comprese quelle
torinesi.
Solo pochi giorni prima il presidente di Fiat e di Ferrari, Luca di
Montezemolo, aveva annunciato che il Gruppo di Torino avrebbe rinunciato al
lancio di alcuni nuovi modelli posticipandoli a tempi migliori. “Puoi anche
fare l’auto più bella del mondo, ma se nessuno te la compra cosa succede?” ha detto ai giornalisti che chiedevano lumi sul futuro Fiat, "Succede
che si aspetta".Montezemolo ha confermato per il 2009 solo il lancio della nuova Fiat 500 Cabrio e della Alfa Romeo 149.