La forte dipendenza dalle banche, la riduzione del capitale
disponibile e la forte dipendenza dai suoi due mercati di riferimento sono alla
base del declassamento del rating Fiat sul debito a lungo termine da parte di
Moody’s e dell’inserimento del titolo Fiat nella classificazione Ba1, quella
dei “titoli spazzatura”. Lo ha detto a chiare lettere Falk Frey, senior vice presidente di Moody's nella sua relazione di commento.
«Le disponibilità cash del gruppo Fiat a fine 2008, pari a
3,9 miliardi di euro, unitamente a una riduzione del cash flow operativo
previsto, sono ritenute insufficienti per coprire completamente il fabbisogno
potenziale legato alle spese di capitale, capitale operativo, necessità
quotidiane e scadenze del debito nei prossimi 12 mesi» ha detto Frey. Una
condizione quella del Gruppo torinese che “riflette la forte dipendenza dal
continuo sostegno delle sue banche di fiducia rispetto al rinnovo delle linee
bancarie a breve e alla capacità del management di ottenere cash rapidamente
dal capitale operativo per sostenere la posizione finanziaria globale del
gruppo” sempre secondo le parole di Falk Frey.
Le previsioni negative inoltre “anticipano un forte calo dei
mercati chiave di Fiat e la sfida per il management di ridurre adeguatamente la
produzione al calo della domanda”. In particolare viene rilevato che Fiat ”resta
fortemente dipendente dal mercato italiano e da quello brasiliano, dove ha
venduto il 64% delle sue vetture e veicoli commerciali nel 2008, mercati che caleranno
del 15% o più nel 2009».
L'agenzia osserva anche che la redditività “si eroderà sensibilmente a causa di
una decisa flessione dei volumi attesa nel 2009 e di limitate prospettive di una significativa ripresa nel 2010”. L'agenzia fa notare inoltre che
l'assenza di nuovi modelli di grandi volumi “è stata una ragione cruciale per
l'erosione periodica della posizione concorrenziale di Fiat in segmenti e in
categorie di prodotto chiave in passato. Improbabile quindi un aumento del
rating nei prossimi 12-18 mesi”. Il rating potrebbe invece peggiorare, conclude
Moody's “se il mercato andrà peggio del previsto quanto a volumi e prezzi e se
il gruppo non sarà capace di aggiustare la capacità produttiva in modo
tempestivo e adeguato”.