Il presidente degli Usa Barack Obama benedice l’ipotesi di accordo tra Chrysler e Fiat e a sorpresa si lascia andare a una serie di complimento verso il management Fiat e verso la tecnologia sviluppata dal Gruppo torinese che sorprende positivamente i vertici di Torino. Oltre ai soldi del piano di salvataggio dell’industria dell’auto rilasciati da Obama, Marchionne incassa anche i complimenti del Presidente Usa e ringrazia a sua volta con una lettera. Ecco come è andata.
Così Obama
“Fiat e' il partner adatto per Chrysler'' , “Recentemente Chrysler ha cercato e trovato un potenziale partner nella compagnia automobilistica internazionale Fiat, dove l'attuale management è riuscito ad imprimere una svolta impressionante”, “Fiat è pronta a trasferire la sua tecnologia di punta alla Chrysler e, dopo aver lavorato in stretta collaborazione con il mio team, si è impegnata a costruire nuove auto a basso consumo di carburante e motori qui in America”, “Abbiamo anche raggiunto un accordo in modo da garantire che la Chrysler rimborserà i contribuenti per tutti i nuovi investimenti che saranno stati fatti prima che la Fiat venga autorizzata a prendere una quota di maggioranza nella Chrysler”.
Così Marchionne
“Desidero ringraziare pubblicamente il Presidente Obama a nome di tutto il management del Gruppo Fiat per le parole di apprezzamento che ha avuto nei confronti del lavoro fatto negli ultimi cinque anni e per il suo incoraggiamento a finalizzare una solida alleanza tra Chrysler e Fiat.
Siamo fermamente convinti che le tecnologie ecologiche e le piattaforme per vetture medio-piccole sviluppate da Fiat giocheranno un ruolo fondamentale nel ricostruire uno stretto rapporto tra i marchi del Gruppo Chrysler e i consumatori americani. Questa alleanza non solo permetterà a Chrysler di rafforzare la propria solidità finanziaria, ma contribuirà anche a salvaguardare posti di lavoro negli Stati Uniti e riuscirà ad accelerare in modo significativo gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo, portando quindi ad un più rapido rimborso dei fondi pubblici messi a disposizione della società americana.
I colloqui con la Task Force del Presidente Obama sono stati serrati ma leali. Siamo convinti di poter conseguire un risultato che, assegnando la giusta priorità alla restituzione dei fondi dei contribuenti, darà un futuro credibile a questo settore industriale che è cruciale per l’economia. Siamo davvero felici che Fiat possa giocare un ruolo chiave in questo importante sforzo.”
Così l’ipotesi di accordo
La lettera di intenti non vincolante firmata tra Chrysler e Fiat prevede un’alleanza tra Fiat, Chrysler e Cerberus Capital Management (l'azionista di maggioranza della Casa americana) grazie alla quale il Lingotto avrà inizialmente il 35% del capitale della Casa automobilistica americana a fronte del conferimento di prodotti, piattaforme e tecnologie senza nessun esborso in denaro. L'alleanza consentirà alla Chrysler l`accesso a piattaforme per veicoli a basso consumo che lei non possiede, a motori, trasmissioni e componenti per vetture di piccole cilindrate a condizione che siano prodotti negli stabilimenti Chrysler. Il Gruppo Fiat e a Chrysler potranno inoltre trarre beneficio dalle rispettive reti commerciali e industriali e dai rispettivi fornitori globali. Fiat fornirà a Chrysler accesso alla propria rete di distribuzione in Paesi di importanza fondamentale per la crescita, oltre a significative opportunità di contenimento dei costi.
In base a questo contratto di finanziamento, ognuno degli stakeholders di Chrysler (finanziatori, dipendenti, sindacato UAW, dealers, fornitori e Chrysler Financial) dovrà contribuire agli interventi messi in atto da Chrysler per il proprio risanamento. Quanto ai termini, in base all'intesa raggiunta Fiat contribuirà all'alleanza con attività strategiche, tra le quali: condivisione di prodotti e piattaforme, inclusi quelli destinati ai veicoli dei segmenti city e compatti, per ampliare l`attuale gamma dei prodotti di Chrysler; condivisione di tecnologie, comprese quelle relative a motori ecologici ed a basso consumo; accesso a nuovi mercati, compresa la distribuzione di veicoli Chrysler in paesi al di fuori del Nord America. Come corrispettivo Fiat riceverà una quota iniziale del 35% del capitale di Chrysler, con un opzione per salire al 55% e quindi al controllo della società. Non sono previsti per Fiat alcun esborso di cassa verso Chrysler né impegni a finanziare Chrysler in futuro.