“Il triste epilogo di un mito americano o il formidabile riscatto dell'industria automobilistica italiana?”. Con questa domanda inizia l’editoriale dell’Osservatore Romano, organo del Vaticano, che nel mare di elogi universali dedicati dalla stampa italiana e internazionale all’accordo Fiat-Chrysler, si distingue per la sua posizione fuori dal coro. Non una critica ma una posizione di saggia attesa degli eventi, suggerendo a tutti di stare con i piedi per terra perché proprio adesso inizia il difficile. “Riuscirà Fiat dove ha fallito il colosso tedesco Daimler, fino a pochi giorni fa azionista di Chrysler con il 19,9 per cento? Il travaso di tecnologie prospettato sarà realizzabile? Come reagirà il mercato? E quanto inciderà il prezzo della benzina?”. Questi i quesiti che solleva il Vaticano sull’accordo, e che consigliano di “stemperare gli entusiasmi”.
Nello stesso articolo l’Osservatore Romano mette in guardia la Fiat anche dalle conseguenze di un eventuale accordo con Opel: “Non si tratterebbe più di una semplice scalata italo-tedesca, o di una seconda fusione. A quel punto, saremmo di fronte alla ristrutturazione globale del mercato dell'auto”. Tenendo conto anche dell’opposizione dei politici tedeschi, che stanno conducendo una serrata campagna elettorale giocando anche sulle conseguenze di un futuro accordo Fiat-Opel.
A questo indirizzo il testo integrale dell’articolo dell’Osservatore Romano: http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#12