Quindici miliardi di dollari per sopravvivere almeno tre mesi, è questo l’impegno
del governo Usa a favore di Ford, Chrysler e General Motors. Giusto per dare il
tempo a Barak Obama di preparare un piano di rilancio dell’industria
automobilistica americana. In cambio le tre big dell’industria automobilistica
americana dovranno accettare le condizioni del governo, che impongono il pieno
rispetto dei piani di ristrutturazione concordati con il governo stesso e
accettare controlli da parte degli organi di vigilanza nominati appositamente.
Una eventuale risposta negativa significherebbe il tracollo
finanziario di GM e Chrysler mentre Ford può contare su qualche mese di
ossigeno in più. Secondo studi di settore americani, il fallimento di una sola
delle tre big Usa provocherebbe una perdita di 2,5 milioni di posti di lavoro
in aggiunta ai due milioni già persi nel corso dell’anno a causa della recessione.
Questo comunque non toglie che la eventuale ristrutturazione non porti a
drastici tagli di personale.
Nei piani di salvataggio presentati al Congresso Usa dai
responsabili delle tre Case automobilistiche si parla di chiusura di impianti,
licenziamenti massicci, cessione di marchi e ridimensionamento della rete
distributiva. Piani che per essere attuati richiedono, secondo le tre big, un
finanziamento di 34 miliardi di dollari, contro i 15 che sembra sia disposto a
cedere il Congresso Usa. Questo per
tamponare l’emergenza, in attesa del 20 gennaio, quando a dirigere il Paese ci
sarà il nuovo presidente.
Quanto a Ford, a novembre ha fatto registrare un calo delle vendite negli Stati
Uniti del 30%. Il suo piano di ristrutturazione presentato al Congresso prevede
infatti un prestito ponte da 9 miliardi di dollari da utilizzare solo se una
delle Case automobilistiche americane dovesse fallire. Ford si impegnerebbe a
investire in vetture più compatte e, soprattutto, più pulite, compresa una
vasta gamma di vetture ibride-elettriche. Contrariamente agli altri due colossi
Usa, Ford non prevede nel 2009 una crisi di liquidità, e i prestiti governativi servirebbero solo per
mettersi al riparo da un peggioramento delle condizioni di mercato proprio mentre
la Casa è impegnata nel proprio piano di ristrutturazione.
Ford è inoltre decisa a valutare tutte le opzioni possibili per Volvo, compresa
la vendita, e prevede di cancellare tutti i bonus da pagare nel 2009 per i
manager. “La società non concederà nel 2009 nessun aumento per meriti acquisiti
ai dipendenti nord americani” sostiene l'amministratore delegato Alan Mullaly, “Ford
ha un vasto piano di ristrutturazione che assicurerà il suo futuro”.