Contro la crisi, taglio di stipendi e incentivi alle dimissi
6/03/2009
La crisi del mercato e la necessità di darsi una ripulita all’immagine ha
portato la Ford a prendere provvedimenti “forti” nei confronti dei suoi dipendenti,
compresi i top manager. Il primo riguarda il taglio degli stipendi dei
dirigenti; il secondo, un nuovo piano di incentivi alle loro dimissioni. Il
compenso dell'amministratore delegato per il 2009 e il 2010, per esempio, sarà
ridotto del 30% rispetto a quanto percepito l'anno scorso. Provvedimento che si
applica anche al presidente Bill Ford, che dovrebbe tornare a percepire un
compenso dal 2009 dopo quattro anni senza stipendio.
Il colosso Usa ha deciso inoltre di proporre nuove offerte
di prepensionamento a tutti i 42mila salariati e di congelare i bonus di tutti
i dipendenti. Queste ultime misure non sono ancora state rese pubbliche, ma la
loro comunicazione non dovrebbe tardare molto. A differenza delle due rivali GM
e Chrysler Ford non ha finora fatto ricorso agli aiuti statali: non è quindi
vincolata come loro dai limiti imposti per legge ai compensi dei manager.
A partire dal 2009 Chrysler e Gm (se otterranno gli aiuti
chiesti) dovranno porre un tetto di 500mila dollari ai compensi lordi dei loro dirigenti.
Quelli di Chrysler non sono noti, tanto è vero che il numero uno Bob Nardelli è
stato assunto con uno stipendio di un dollaro. Probabile quindi che riceva da
Chrysler compensi in altra forma, che l’azienda però si guarda bene dal
comunicare visto che non essendo quotata in borsa se lo può permettere. Per
Rick Wagoner e Fritz Henderson, i due top manager della Gm, il tetto a 500mila
comporterebbe una riduzione del 70% circa della paga rispetto a quanto
incassato nel 2007.