Chissà se l’auto elettrica avrà la stessa forza di attrazione commerciale dell’iPad. Quest’ultimo, criticatissimo da quanti vedono in lui solo i grandi limiti tecnici (non è un computer e nemmeno un iPhone più grande) sta invece spopolando tra gli utenti più entusiasti di ciò che rappresenta, al punto da provocare probabilmente un cambiamento profondo nei costumi informatici di una fascia enorme di popolazione. La stessa cosa che i costruttori di auto sperano accada anche con l’auto elettrica, che in più rispetto all’iPad ha una funzione di utilità molto superiore e livelli di inquinamento pari a zero.
L’attesa è molta e si vedrà tra qualche mese quando le prime auto elettriche usciranno dalle concessionarie per affrontare le strade di tutti i giorni come gli automobilisti accoglieranno queste novità. Le aspettative sono enormi e anche la curiosità è ormai alle stelle. E’ per questo motivo che sorprende la dichiarazione di scetticismo di Tomohiko Kawanabe, responsabile Ricerca e Sviluppo Honda, nei confronti dell’auto elettrica.
''Non abbiamo fiducia nel business dell'alimentazione elettrica” ha detto recentemente di fronte a una platea di addetti ai lavori increduli di fronte a tale affermazione, “Ci chiediamo se i consumatori di questo tipo di veicoli sapranno accettare i limiti inevitabili nell'autonomia di viaggio e il tempo speso nel ricaricare le batterie''. Strano infatti che un top manager così autorevole di una Casa impegnata nello sviluppo delle auto elettriche si dichiari così scettico. E se Honda, tra le prime a sviluppare un’auto elettrica (la EV Plus, distribuita in leasing in poche centinaia di unità tra Giappone e USA) è anche la prima a non crederci, cosa sarà davvero dell’auto elettrica? Che abbia ragione lo scettico Kawanabe?
Certo che a pochi mesi dal lancio in grande stile di diverse vetture elettriche le posizioni strategiche delle Case più impegnate sono molto differenti. Mitsubishi e Nissan prevedono un’incidenza del 10% sul totale del mercato mondiale entro il 2020, mentre altri pensano che nel 2020 questa quota non supererà l'1%. Probabilmente vedremo solo allora chi avrà avuto ragione.