Della serie chi si accontenta gode, anche Honda può esibire un bilancio in perdita, ma non così in calo come previsto in precedenza. L’anno fiscale appena chiuso si è concluso con un risultato netto attestato a 137 miliardi di yen (equivalenti a 1,09 miliardi di euro) che se da un lato corrisponde a un calo degli utili del 77,2 per cento rispetto all'anno fiscale precedente, è meno pesante degli 80 miliardi di perdite previsti dalla stessa Casa lo scorso gennaio. Honda si prepara a tenere le posizioni anche per l'esercizio in corso evitando, sia pure di poco, il primo rosso di bilancio dal 1948, anno della sua fondazione.
Honda è l'unica Casa giapponese a presentare margini positivi con la prospettiva di conservare i conti in nero grazie all'aggressivo taglio dei costi che ha portato alla vendita del team di Formula Uno. A causa del crollo della domanda, la società, malgrado un ultimo trimestre disastroso, ha comunicato di aver registrato un utile operativo di 189,64 miliardi di yen (-80,1%) su vendite per 10.011 miliardi di yen (-16,6%). In flessione del 10,4%, a 3,517 milioni di unità, le vendite di automobili, mentre le moto hanno un rialzo dell'8,5%, a quota 10,114 milioni di pezzi. Il comparto moto insomma ha assicurato una sorta di barca di salvataggio dalla crisi generale.
Per l'anno fiscale in corso Honda prevede un utile netto in ulteriore contrazione, a 40 miliardi di yen, da un fatturato che registrerà a sua volta una nuova flessione pari al 16,4 per cento, a 8.370 miliardi di yen.