Da quando è passata dalla Ford alla indiana Tata il consenso raccolto dalla Jaguar in Usa non sembra essersi ridotto di intensità. Anzi, la Jaguar in Usa continua ad ottenere riconoscimenti elevati soprattutto nelle relazioni dell’istituto di analisi del mercato Usa JD Power. Per la quinta volta in sei anni il marchio Jaguar ha infatti ottenuto il primo posto nel sondaggio annuale di JD Power and Associates Sales Satisfaction Index.
L'indice misura come i clienti siano soddisfatti dalla loro esperienza di acquisto calcolata sulla base della loro esperienza complessiva, della efficienza della concessionaria nel soddisfare le esigenze del cliente, dell’abilità del venditore, della semplicità del processo di consegna dell’auto e delle eventuali complicazioni burocratiche, il tutto rapportato al rapporto qualità/prezzo della vettura.
Jaguar ha ottenuto un punteggio di 898 su 1000, ottenendo la valutazione massima (cinque punti) in cinque delle sei misurazioni dell’indice, e in uno, quello relativo al prezzo si è comunque classificata bene ricevendo quattro punti su cinque.
Jaguar è in crescita di 11 punti sulla valutazione del 2008. In particolare, a partire dal 2008 i venditori sono migliorati nel rapporto con i clienti, così come nell'ambito del processo di consegna, l’abilità dei concessionari nel fornire spiegazioni esaurienti sulle caratteristiche delle vetture è notevolmente cresciuta.
Una qualità che in questo momento economico difficile ha premiato quei concessionari attenti ai clienti e non insistenti nell’esercitare pressioni indesiderate ai fini della vendita. Dallo studio emerge che più di un cliente su cinque che lascia un concessionario senza acquistare un veicolo, lo fa perché ha sperimentato un trattamento di scarsa qualità professionale da parte del venditore, tra cui la poca chiarezza sui prezzi frutto di tattiche di vendita, le fastidiose pressioni per l’acquisto se non addirittura un trattamento scortese.
Dalla ricerca risulta che il 43 per cento degli acquirenti ha acquistato la vettura presso un rivenditore diverso dal suo abituale pur restando nella stessa marca, mentre 57 per cento ha deciso di acquistare una vettura da una Casa completamente diversa da quella iniziale. “Con i miliardi di dollari che le Case automobilistiche spendono in progettazione, produzione e commercializzazione di veicoli nuovi, così come nell’attirare clienti nei propri showroom, è fondamentale che i potenziali acquirenti non siano spinti fuori dalla porta del concessionario a causa di una scarsa esperienza del venditore” sostiene il direttore della ricerca, “Produttori ei distributori devono essere interessati alle esperienze di tutti i clienti, sia che acquistino l’auto o meno”. E in questo Jaguar è stata più brava di tutte le altre marche di lusso. Dietro di lei ci sono Cadillac, Lexus e Mercedes-Benz (a pari voto), e Land Rover.
Dei 38 marchi inclusi invece nello studio complessivo, 29 hanno migliorato il loro voto finale a partire dal 2008. Tra questi, è il marchio MINI quello che è migliorato di più nel 2009, guadagnando 16 posizioni rispetto al 2008.