N.32  Dic. 2010
 


Novembre 2010
Ecco come sarà la nuova Niva
 


Ottobre 2010
La nuova Niva potrebbe parlare italiano
 


Aprile 2010
Nella crisi russa prevale la Lada  
 


Gennaio 2010
Renault porta una ventata di aria fresca in Russia
 


Dicembre 2009
Firmato un Memorandum d’intesa con Renault  
 


Novembre 2009
Braccio di ferro Ghosn-Putin per la AvtoVAZ  
 


Ottobre 2009
Putin chiede aiuto ai soci Avtovaz  
 


Giugno 2009
La Priora si presenta in due versioni
 


Maggio 2009
Allo studio la low-cost made in Russia  
 


Aprile 2009
Aiuti di Stato per l’auto russa
 


Marzo 2009
Lada entra nel WTCC 2009
 


Ottobre 2008
Continua la Revolution russa
 


Settembre 2008
Presentata la concept C-Cross
 
Braccio di ferro Ghosn-Putin per la AvtoVAZ
7/11/2009   

 

 

Ancora problemi per la AvtoVAZ provocate dalla crisi dei mercati. Le speranze del più grande costruttore d'auto russo di vedersi salvare dalla Renault che ne possiede il 25% del capitale, si sono infrante quando l'amministratore delegato della Renault, Carlos Ghosn, ha fatto sapere che l'azienda non ha in mente di acquisire ulteriori quote, oltre al 25% che già possiede. La Renault non ha infatti alcun piano allo studio per far crescere il numero di azioni della AvtoVAZ in suo possesso ed evitarne in tal modo un possibile fallimento.

 

La AvtoVAZ, che produce il marchio Lada, il più venduto in Russia, ha debiti per più di 2 miliardi di dollari e per evitarne la bancarotta il Cremlino, che detiene in maniera diretta il 25%, ha sollecitato gli investitori stranieri e russi ad impegnarsi in un piano di sviluppo.

 

La Renault ha fatto sapere che aiuterà la AvtoVAZ con un piano che prevede la realizzazione di nuove vetture basate sui modelli della Dacia Logan e Dacia Sandero, marchio di sua proprietà. Renault fornirebbe il supporto tecnologico, le piattaforme e l’esperienza nel segmento low-cost, ma è molto ferma nel rifiutarsi di mettere mano al portafoglio.

 

La AvtoVAZ, che ha registrato dall'inizio dell'anno una caduta nelle vendite del 44%, vista la mancanza di fluidità potrebbe lasciare presto a casa 100.000 lavoratori, un'idea che spaventa Vladimir Putin, presidente della Federazione russa, per le pessime ricadute che un mancato salvataggio potrebbe avere sull'opinione pubblica. Il presidente russo, pertanto, si è detto pronto a fornire all'azienda 2 miliardi di dollari, di cui 1.47 miliardi di fondi governativi, per aiutarla a pagare i debiti ed evitare la bancarotta. Restano tesi però i rapporti con Renault.



Stampa la pagina