Curioso che un marchio giapponese sia nato in Usa e solo 19 anni dopo lanciato
anche in quella che dovrebbe essere la sua vera patria, il Giappone. Così è
stato, e con grande soddisfazione per la Toyota che dal 2000 vede il suo marchio
di prestigio costantemente in vetta alle classifiche di vendita e di
soddisfazione Usa nel segmento delle auto di lusso. Ma curioso anche che la
Lexus non riesca a sfondare proprio in Giappone, dove è presente da soli tre
anni.
Nel Sol Levante le vendite sono infatti inferiori al 40% rispetto alle
previsioni Toyota. Tutta colpa delle tedesche di lusso (Audi, Bmw, Mercedes)
che sono viste come vetture più esclusive, aiutate in questo dalla guida a
sinistra in un paese che guida a destra, e alle quali la Lexus è riuscita a
strappare solo il 5% della clientela.
Secondo BusinessWeek, che ha svolto l’inchiesta, l’errore lo avrebbe commesso
la stessa Toyota in partenza, quando al momento del lancio Lexus in Giappone ha
proposto i modelli Lexus anche con il logo Toyota e a un prezzo del 20%
inferiore alle Lexus originali. La conseguenza è stata così che l’80% dei primi
clienti delle Lexus/Toyota sono stati ex proprietari Toyota.
Sarebbe infatti un
errore marchiare un modello già esistente con un logo diverso e con un prezzo
inferiore: in questi casi infatti, la clientela non riesce a percepire la reale
qualità dell’auto e nemmeno a capire come mai la stessa vettura con un logo
diverso debba costare il 20% in meno.