Quando il nome è una garanzia succede che anche una vettura estremamente sportiva e costosa come la LFA ma non dotata di pedigree e di blasone come molte sue concorrenti (è la prima vera supercar prodotta dal marchio di lusso Toyota) attiri molti più clienti di quelli previsti dalla Casa. Da quando è apparsa al Salone di Tokyo tre mesi fa la Lexus LFA ha infatti visto le sue quotazioni crescere costantemente a livello mondiale. Il quantitativo di richieste, dichiara la Casa, supera abbondantemente il numero massimo di unità che la Lexus intende realizzare. La produzione prevista della LFA è di sole 500 unità, tutte costruite a mano dai tecnici specializzati con una cadenza di 20 pezzi al mese.
Tuttavia, per i clienti che ancora non hanno confermato l’ordine c’è ancora tempo per passare dalle intenzioni ai fatti: la data di scadenza per ricevere una prima prenotazione è infatti fissata a metà marzo, in concomitanza con la chiusura del prossimo Salone di Ginevra. Dopo tale data inizierà il processo di assegnazione delle 500 unità nei 56 Paesi dove è commercializzata la LFA. L’elenco finale sarà stilato nel mese di aprile e ogni singolo ordine verrà confermato entro la fine di maggio.
Dotata di un’avanzata tecnologia in fibra di carbonio (ha un peso a vuoto di 1.480 kg), la LFA monta un motore V10 aspirato di 4.8 litri da 560 CV caratterizzato da elevati regimi di rotazione abbinato a un cambio a sei marce sequenziali montato posteriormente per una velocità massima di 325 km/h.
Nel 2000, Tanahashi-san e il suo team hanno iniziato quella che può considerarsi forse la più avvincente sfida ingegneristica mai affrontate da questo marchio. La Casa racconta che il progetto imponeva di focalizzarsi su nuove tecnologie, nuovi materiali e nuovi processi in modo da creare l’auto che avevano in mente indipendentemente dalle difficoltà incontrate nello sviluppo del progetto. In particolare, dovevano creare un nuovo approccio costruttivo per Lexus.
Sono state adottate varie misure per la riduzione del peso, tra queste l’innovativo telaio monoscocca e la carrozzeria in fibra di carbonio rinforzata CRFP (Carbon Fibre Reinforced Plastic), i dischi freno in carboceramica, e l’ampio impiego di alluminio, titanio e magnesio nella costruzione del motore e del cambio.