Non capita tutti i giorni di segnalare uno sciopero nelle cattedrali dell’automobilismo sportivo italiano, ma la paura di uno spostamento dell’attività di Maserati da Modena a Torino ha spinto i sindacati a dichiarare uno sciopero di quattro ore negli stabilimenti Ferrari, Maserati, Scaglietti e Cnh a Modena e provincia. Sciopero che, sempre secondo i sindacati, ha registrato un’ampia adesione. Anzi, per Fim, Fiom, Uilm e Fismic ''l'astensione dal lavoro e' stata pressoché totale''.
Dopo l’annuncio di unificare sotto un’unica direzione i marchi Maserati, Alfa Romeo e Abarth, il futuro della Maserati potrebbe non essere più modenese. Non c’è ancora niente di certo, ma le voci si diffondono alla svelta e con loro anche il malumore delle maestranze locali. La produzione del marchio modenese, potrebbe infatti essere dirottata a Torino, nella fabbrica che la Fiat ha acquisito dalla Bertone (le neo Officine Meccaniche di Grugliasco) da dove dovranno uscire le vetture sportive e di nicchia sia del gruppo italiano che del marchio Chrysler.
La produzione di una Maserati non è infatti semplice, ma prevede un iter complesso e dispendioso, a partire dai telai che la torinese Itca riceve dalla Golden Car di Cuneo e sui quali inizia la lastratura delle scocche, che vengono poi trasportate a Maranello, in casa Ferrari. Sempre Ferrari è anche l’8 cilindri che va ad equipaggiare la Quattroporte e le GranTurismo. L’assemblaggio finale avviene poi a Modena, nello stabilimento di via Ciro Menotti. Secondo alcune fonti, solo il trasporto delle scocche comporterebbe 500 euro di costo aggiuntivo per ogni Maserati prodotta.