Mercedes trasferisce parte della propria produzione negli Stati Uniti. Un evento che non ha mancato di sollevare le critiche e le proteste dei sindacati quando sono venuti a conoscenza del piano della Casa di produrre la nuova Mercedes Classe C negli Usa. A partire dal 2014, infatti, le vetture di questo modello saranno prodotte nella fabbrica di Tuscaloosa, in Alabama, in modo da approfittare delle opportunità offerte dall’euro forte e dalle prospettive di crescita del mercato Usa a cui questa vettura è anche destinata.
Le intenzioni dichiarate della Casa sono mirate quindi non solo a risparmiare sui costi i produzione, ma anche a essere meno esposta alle fluttuazioni dei cambi avvicinado il più possibile la produzione ai vari mercati. In questo modo la società potrebbe risparmiare fino a duemila euro per vettura, dice la Mercedes, grazie anche ai costi salariali più bassi che in Europa.
Secondo quanto rivelato da Mercedes, con il cambio favorevole euro-dollaro attuale i dipendenti dello stabilimento in Alabama riceverebbero un compenso di circa 30 euro all’ora contro i 50 dei loro colleghi di Sindelfingen, e una Classe C già oggi ha un prezzo di listino di sei mila euro inferiore a quello tedesco.
Quando la delocalizzazione della produzione della Classe C sarà compiuta, solo il 60% delle vetture saranno prodotte in Europa per il mercato europeo, mentre il 20% saranno costruite in Alabama per il mercato Usa, il 10% in Cina per il mercato cinese e il 10% in Sud Africa per il continente africano.
L’assicurazione che questa operazione non inciderà sul numero di dipendenti tedeschi, come dichiarato dalla Mercedes, non ha però convinto i sindacati che hanno già annunciato agitazioni. Anche perché di fronte a un calo delle immatricolazioni del 25% previsto per il prossimo anno in Germania da parte dell’associazione dei produttori locali (non saranno rinnovati gli incentivi alla rottamazione), è una rassicurazione difficile da condividere.