Un rapporto del Dipartimento del Lavoro delle Innovazioni e delle Conoscenze del Governo inglese critica fortemente le responsabilità dei “Quattro di Phoenix” (Phoenix Four) per il modo in cui hanno trovato 42 milioni di sterline per i loro salari e le loro pensioni malgrado la situazione finanziaria instabile in cui versava la compagnia.
Il segretario del Lavoro Lord Mandelson ha assicurato che il governo farà di tutto per impedire che i quattro capi della MG Rover ricoprano nuovamente ruoli di responsabilità nel Regno Unito. I cosiddetti “Quattro di Phoenix” (John Towers, John Edwards, Nick Stephenson e Peter Beale) controllavano la Phoenix Venture Holdings (PVH) che nel 2000 comprò l'azienda inglese dalla BMW.
Il rapporto odierno fa luce su un comportamento sbalorditivo tenuto dai quattro in capo all'MG Rover:
Beale avrebbe comprato un software che pulisse il suo computer il giorno successivo all'avviso degli investigatori che lo avevano espressamente messo al corrente di volerne visionare il contenuto.
Uno dei direttori ha dato agli investigatori informazioni inaccurate e fuorvianti, mentre Stephenson ha pagato a una consulente, con la quale aveva presumibilmente una relazione, 1 milione e 600.000 sterline.
Il rapporto ha sottolineato come ciascuno dei direttori abbia pagato a se stesso circa 9 milioni di sterline tra il maggio del 2000 e il collasso del 2005. L'amministratore delegato Kevin Howe è stato pagato 5,7 milioni di sterline nello stesso periodo. La remunerazione è stata irragionevolmente elevata, specifica il rapporto, vista sopratutto l'incapacità di generare profitti della MG Rover.
Secondo il rapporto il loro ruolo nel salvataggio di MG Rover è stato critico. Stando alle prove riscontrate dal rapporto i dirigenti sapevano che salvare l'azienda sarebbe stata un'impresa ardua e che esisteva il rischio di un fallimento. Il fallimento della compagnia fu causato da un piano economico troppo ottimistico. Phoenix prevedeva di produrre 200.000 vetture all'anno, ma nel 2002 aveva venduto solo 148.500 unità, che divennero 115.208 nel 2004, l'ultimo anno in affari per la casa automobilistica inglese. Il rapporto sottolinea anche l'insuccesso di Phoenix di concludere un accordo con un’altra azienda del settore che avrebbe potuto salvare MG Rover.
Il rapporto è stato completato in quattro anni ed è costato ai contribuenti 18 milioni di sterline.
Il collasso della MG Rover era già stato portato davanti all'Ufficio Anti Frode (Serious Fraud Office) ma non erano state trovate prove di una eventuale frode.