Dopo due anni di lite giudiziaria tra
Mitsubishi e Pininfarina è arrivata la sentenza del giudice della Corte
internazionale del Commercio con sede a Parigi, incaricata del giudizio:
Mitsubishi Motors dovrà pagare a Pininfarina S.p.A. Circa 19 milioni di euro
come compensazione per il danno subito a seguito della fallimentare operazione legata alla produzione della convertibile Colt CZC di Mitsubishi tra il 2006 e il 2008.
La vettura non è mai riuscita a decollare nelle vendite e delle 60 mila unità preventivate, Mitsubishi è riuscita a venderne solo 17 mila. Colpa di
Pininfarina, secondo Mitsubishi, responsabile di aver prodotto la vettura molto in ritardo sui tempi previsti per il lancio a causa di presunti problemi
tecnici legati alla qualità. Da qui la richiesta a Pininfarina di una
compensazione per le perdite che il costruttore giapponese ha valutato in 43,3
milioni di Euro.
Secca
la risposta del carrozziere torinese, che in una contro rivendicazione ha accusato
la Casa giapponese di aver sovrastimato il mercato della CZC per incapacità del
marketing costringendola ad effettuare investimenti molto superiori a quelli
necessari e chiedendo a sua volta una compensazione di 100 milioni di euro a
Mitsubishi per recuperare il danno subito dalla mancata produzione.
Come si è visto, la Camera Internazionale del
Commercio ha posto fine ai due anni di dispute riconoscendo la ragione a
Pininfarina che riceverà 37,9 milioni di euro, maggiorato
degli interessi, come rimborso agli investimenti effettuati per produrre la CZC,
senza però riconoscerle la richiesta di
risarcimento danni.
Ma come spesso capita in questi casi, la Corte ha
utilizzato il manuale Cencelli, e ha riconosciuto a Mitsubishi il danno derivante
dal ritardo di sei mesi della produzione da parte di Pininfarina, danno
quantificato in 20,5 milioni di euro più
interessi che Pininfarina dovrà sborsare a Mitsubishi. La Corte però non ha riconosciuto a Mitsubishi
la richiesta di danni relativi ai problemi di qualità.