Sono 8.700 alla fine i posti di lavoro che verranno tagliati alla Opel nel piano di ristrutturazione previsto dalla General Motors dopo la decisione di non vendere più a Magna la sua controllata europea. Ancora tanti per i sindacati tedeschi, ma meno di quelli previsti dal piano Magna quando con l’appoggio del Governo si apprestava a tagliarne almeno 10 mila.
General Motors ha deciso così di rilanciare in proprio la Casa tedesca nella quale investirà 600 milioni di euro (in realtà già spesi nel rimborso del finanziamento ponte concesso dal Governo tedesco) che comunque non sono sufficienti per il rilancio. Ne servirebbero infatti 3,3 miliardi che GM spera di ricevere dai Governi europei in cui sono presenti stabilimenti Opel e Vauxhall (Gran Bretagna, Spagna, Polonia, Belgio e Germania). Freddo per ora il Governo tedesco mentre ci sarebbe un impegno degli altri, non sufficiente comunque a coprire il fabbisogno. Insomma, la situazione è ancorqa confusa.
In tutto questo ci sono da aggiungere le dimissioni di Fritz Henderson, CEO di GM da nove mesi, per divergenze con il nuovo presidente GM Ed Whitacre (Henderson era favorevole alla cessione di Opel alla cordata russo-canadese), che lascia un vuoto manageriale in un momento delicato. E il fallimento delle trattative per la cessione di Saturn e Saab, che aggravano ulteriormente la situazione il Casa GM.