Ancora un bilancio in utile per la Casa tedesca quello chiuso il 31 luglio
scorso, relativo all’anno fiscale 2007/2008. Ma con una riduzione dell’utile
operativo (circa 1 miliardo di euro) pari al 20% rispetto al bilancio
precedente, anche se il fatturato è cresciuto dell’1,3%, fino a 7,466 miliardi
di euro. Le cause sono quelle dettate dalla situazione economica mondiale e
dagli investimenti per lo sviluppo della Panamera oltre che per il restyling di
Boxster e Cayman. A crescere a livelli da record storico per l’azienda è invece
l’utile pretasse (8,569 miliardi di euro) realizzato grazie agli utili sulle
opzioni Volkswagen (6,8 miliardi di euro) e salito del 46% rispetto al bilancio
2006/2007.
Le vendite nel mondo hanno sfiorato per poco l’obiettivo di toccare per la
prima volta quota 100.000 unità, fermandosi a 98.650, pari a una crescita
dell’1,2%. Ci penseranno probabilmente la Panamera (prodotta in 20.000 unità
l’anno) in arrivo nel 2009, e le nuove Cayenne diesel a far superare a Porsche tale
soglia, ma non prima del 2010. Oggi è la Cayenne - con 45.480 unità (+34%) - la
Porsche più venduta oltre che il modello con il maggior incremento, mentre le 911
hanno perso il 16% di unità fermandosi a quota 31.423, così come le Boxster
/Cayman scese a 21.747 unità, pari al -16,8%. Il tutto a fronte di un aumento
della produzione del 3,3% che ha portato a 105.162 le vetture prodotte.
Il primato produttivo va così alla fabbrica di Lipsia dove viene
costruita la Cayenne (ne sono state prodotte 48.497, pari a un incremento del
34,1%) mentre nello stabilimento di Zuffenhausen la produzione di 911 è scesa a
34.303 unità (-12%), e quella delle Boxster a 22.356 esemplari (-16,3%).
Da luglio però le cose sono peggiorate e nei primi quattro
mesi Porsche ha subito un calo delle vendite pari al 19% e a un calo del
fatturato del 14%. Non solo, ma la Porsche ha anche deciso di interrompere la
produzione per sette giorni (da spalmare fino al 31 gennaio 2009) nello
stabilimento di Stoccarda. “Impossibile fare previsioni attendibili, per cui preferiamo
produrre un’auto in meno che un’auto di troppo” ha detto Wendelin Wiedeking,
presidente Porsche, che ha ribadito come “a causa delle difficili condizioni
economiche non sarà possibile salire nel capitale Volkswagen oltre la soglia
del 51% entro la fine di questo anno”. Non cambia però l’obiettivo di
raggiungere il 75% entro il 2009.
Wiedeking in compenso resta il manager tedesco più pagato.
Per lui si parla di uno “stipendio” di 80 milioni di euro, anche se non ci sono
conferme ufficiali (la Casa non comunica i singoli compensi, ma solo il totale
del Consiglio Direttivo). Tuttavia, facendo dei calcoli per esclusione e in
base a un vecchio accordo di Wiedeking, la cifra non dovrebbe essere lontana
dalla realtà. Quindici anni fa, quando accettò l’incarico di sollevare le sorti
di una Porsche sull’orlo del fallimento, Wiedeking concordò come compenso una
percentuale fissa nell’ordine dello 0,9% degli utili lordi. E considerando che
la cifra di quest’anno è di 8,57 miliardi, i conti sono presto fatti. C’è da
dire che in Porsche anche i dipendenti godono di un premio speciale: a loro
andranno circa sei mila euro a testa.