Anche
i marchi che operano nel segmento delle auto di lusso soffrono la crisi
economica. Non è poi così scontato che ciò accada e sorprende leggere che
Porsche ha annunciato un utile del primo semestre drasticamente ridotto. Si
parla di circa 34.000 veicoli immatricolati fino dicembre tra 911, Boxster,
Cayman e Cayenne, pari al -27,3% delle vendite. Il CEO di Porsche Wendelin
Wiedeking non ha però fornito nessuna previsione per l'intero anno fiscale che
termina alla fine di luglio. E anche questo non è un bel segno.
Per contrastare la grave crisi della domanda anche Porsche ricorre al taglio ei
costi e alla sospensione della produzione nel suo principale impianto di Zuffenhausen.
“Non intendiamo produrre vetture per lasciarle ferme nei parcheggi dei
concessionari” ha detto Wiedeking per giustificare la sua politica del fermo macchina.
Che ha ribadito ancora l’intenzione di Porsche di aumentare la sua
partecipazione in Volkswagen fino al 75%. L’intenzione è di riuscirci entro
l’anno, al fine di ottenere il pieno controllo dei flussi di cassa VW, ma non
in questo momento poco propizio.
Diventa invece imbarazzante per gli
azionisti Porsche lo stipendio di Wiedeking, contestato durante l’assemblea dei
soci per gli 80 milioni di euro che si intasca ogni anno.