Ancora un risultato più che lusinghiero per il gruppo Porsche, che chiude il primo semestre del suo anno fiscale con un utile più che quadruplicato. Grazie soprattutto ai proventi derivanti dall'aumento della quota in Volkswagen, arrivata al 50,8 per cento.
L'utile netto al 31 gennaio è così salito a 5,5 miliardi di euro, contro gli 1,3 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi, invece, sono diminuiti del 13% a 3,04 miliardi, con le consegne precipitate del 27% a 34.266. Il calo delle vendite e il debito crescente (9 miliardi al 31 gennaio dai 3,1 di sei mesi prima) potrebbero quindi ritardare i piani di crescita del pacchetto azionario detenuto da Porsche.
Nell'anno in corso la recessione globale e la stretta del credito continueranno infatti a colpire il mercato delle auto con vendite e immatricolazioni che anche per Porsche si prevedono inferiori a quelle del 2008, sia per quanto riguarda la Casa madre, sia il marchio Volkswagen. Del resto, come potrebbe essere altrimenti se nel mercato privilegiato Porsche (gli Stati Uniti), oltre 230mila di potenziali clienti tra manager, banchieri e broker hanno già perso il lavoro.