Cosa ne pensano gli italiani dell’auto elettrica? Sono pronti a ricevere prodotti così innovativi e rivoluzionari? Quali perplessità li accompagnano? Se lo è chiesto Renault che a pochi mesi dal debutto delle sue vetture elettriche ha chiesto all’Istituto di ricerca GfK Eurisko di indagare sulle aspettative che l’avvento
di queste vetture avrebbe sulla popolazione e quali potrebbero essere le
difficoltà a cui un grande costruttore internazionale impegnato in forze su
questo campo rischia di trovarsi a dover far fronte.
La
fotografia che ne emerge non è né negativa, né entusiasmante, con
l’automobilista italiano interessato a nuove forme di mobilità tecnologicamente
innovative ed eco-compatibili e consapevole al tempo stesso del ruolo
determinante svolto dalle case automobilistiche e dalle istituzioni nel
predisporre le condizioni indispensabili al successo della mobilità elettrica.
Eccola in dettaglio.
Si tratta di
una ricca serie di interviste individuali e colloqui di gruppo realizzati ad un
campione articolato in tre target differenti, rappresentativi dei rispettivi
universi di riferimento: giovani dai 16 ai 20 anni, adulti dai 20 ai 65 anni ed
aziende operanti in settori con forti esigenze di mobilità urbana. I risultati
della ricerca forniscono spunti di riflessione interessanti sia per le Case
Automobilistiche sia per le Istituzioni e gli altri Operatori del settore.
La ricerca
ha evidenziato quanto la sensibilità ambientale sia molto aumentata nel corso
degli ultimi 10 anni non solo nel nostro Paese ma in tutta Europa in generale e
come, a fronte di una preoccupazione comune crescente, i riscontri sul piano
delle azioni messe in atto siano estremamente diversi da Paese a Paese:
purtroppo l’Italia non brilla per comportamenti virtuosi e si posiziona ai
primi posti nella classifica degli Stati con il maggior numero di città con la
peggiore qualità dell’aria.
È difficile,
se non addirittura impossibile in alcune circostanze, rinunciare o cambiare le
proprie abitudini di mobilità, il proprio modo di spostarsi, da qui la
richiesta da parte del pubblico alle Case Automobilistiche ed alle Istituzioni
di farsi carico, almeno parzialmente, della problematica ambientale.
L’Auto
Elettrica, ancora poco conosciuta nel suo meccanismo di funzionamento,
nell’immaginario collettivo è percepita in termini funzionali (un’auto per la
città, di piccole dimensioni, con bassi consumi, economica nella gestione)
oppure tecnologici (una soluzione intelligente, ad alto contenuto tecnologico,
silenziosa). Gli elementi più emozionali che connotano il prodotto in termini
di immagine come moda, design, innovazione, status e performance non fanno
parte, di contro, del vissuto di questa tipologia di prodotto. Molto è
evidentemente dovuto alla limitata conoscenza e disponibilità del prodotto in
sé.
La
propensione nei confronti dell’alimentazione elettrica, in vista di un
eventuale cambio della propria vettura fa registrare, nel dichiarato, dei
valori molto interessanti passando da un 12% tra gli adulti ad un 14% tra i
giovani, per giungere perfino ad un 17% tra le aziende. Queste ultime si
candidano, perciò, a diventarne il primo target elettivo dell’auto elettrica.
L’Auto
Elettrica appare pertanto avere buone potenzialità di sviluppo, a condizione
che le Case Automobilistiche forniscano al pubblico le necessarie
rassicurazioni sul fronte dell’autonomia della batteria e dei suoi tempi di
ricarica, un design accattivante e delle prestazioni tali da rendere l’Auto
Elettrica un oggetto "cool", in grado di trovare spazio in una
dimensione edonistica del "vivere il verde", diffusa tra gli strati
della popolazione più evoluta da un punto di vista socio-economico-culturale.
E’ proprio tra questi che le innovazioni trovano terreno più fertile e che
sorgono le tendenze di consumo (trend setting).
Vi è poi
un’altra serie di "nodi" da sciogliere che spettano più alle
Istituzioni, alla legislatura, alle aziende operanti nel settore dell’energia,
ad altri operatori in generale.
Si richiede
a gran voce un’adeguata capillarità delle centraline per la ricarica delle
batterie – nel condominio di residenza ma, soprattutto, presso le stazioni di
servizio ed i parcheggi pubblici e/o centri commerciali – nonché incentivi
economici che contribuiscano ad un avvicinamento reale del pubblico dell’Auto
Elettrica: incentivi al momento dell’acquisto, cancellazione del bollo auto,
altre agevolazioni economiche (assicurazione, parcheggi a pagamento,
autostrade, ecc.), e annullamento di tutte le restrizioni sulle zone a traffico
limitato.
In questo
contesto generale, un‘ottima accoglienza viene riservata dagli intervistati al
progetto di mobilità elettrica di Renault, basato su 3 cardini principali:
-una gamma completa di veicoli elettrici rispondenti a diversificate esigenze
di utilizzo;
-soluzioni innovative di commercializzazione basate sulla possibilità di
acquistare o noleggiare il veicolo e sul noleggio della batteria;
-l’effettuazione della ricarica elettrica su punti di ricarica domestica o su
apposite colonnine su suolo pubblico o privato con il riconoscimento
dell’utente da parte dell’infrastruttura mediante un’apposita "card".
Relativamente
al progetto di mobilità elettrica Renault, si rilevano presso tutti e tre i
target analizzati delle percentuali di gradimento e di considerazione
all’acquisto potenziale molto elevate: intorno al 40% il primo, al 35% la
seconda.
In
conclusione, in un contesto di vera e propria svolta di natura tecnica e
culturale che comporta l’introduzione di un nuovo modo di gestire l’autovettura
e quindi la necessità di definire diversi processi inediti, il progetto di
mobilità elettrica di Renault, forte di una gamma completa di veicoli elettrici
in arrivo sul mercato, apre nuove prospettive di utilizzo ed amplia il mercato
potenziale, rendendo i veicoli elettrici stessi una soluzione più versatile e
possibile alternativa ai veicoli tradizionali.