Compleanno con
dieci candeline per una delle auto cult di questo inizio millennio. In
dieci anni ha conquistato un milione clienti in 37 Paesi mantenendo intatto
dopo tanto tempo il suo appeal universale. Era il 2 luglio 1998 quando dalle
catene di montaggio dello stabilimento Hambach, in Francia è uscito dalla
catena di montaggio il primo esemplare di una vettura rimasta ancora unica sul
mercato. Da allora è stato un susseguirsi di successi fino a conquistare nel
2008 gli Stati Uniti dove è già diventata un fenomeno nazionale. Sono già
11.400 gli americani che guidano una smart, e dalla metà del 2009, smart fortwo
sarà disponibile anche nell’importante mercato cinese.
Decisa a conquistare un ruolo di
rilievo anche nel segmento delle auto politicamente corrette la smart ha deciso
di puntare con forza su una versione fortwo elettrica. Alla fine del 2007,
smart ha infatti avviato a Londra un progetto pilota in cui, insieme ad un
gruppo selezionato di clienti, sta sperimentando 100 prototipi a trazione
elettrica per raccogliere esperienze sull’impiego di questi veicoli in
condizioni reali. Mercedes ha infatti deciso di anticipare al 2009 il lancio
della smart elettrica, e scordo con la RWE, uno dei maggiori fornitori di
energia elettrica in Germania, per la realizzazione di 500 stazioni di ricarica
a Berlino.
Una storia la sua frutto di una combinazione quasi casuale. Gli ingegneri
Mercedes-Benz si occupavano già dagli anni Settanta del progetto “Auto del futuro”,
prendendo in considerazione anche le strade più rivoluzionarie per realizzare
un’automobile supercompatta. E quando nel 1989 Nicolas G. Hayek, l’inventore
degli orologi Swatch, riuscì ad attirare l’interesse della Casa di Stoccarda
per la costruzione di una piccola city-car Mercedes era già pronta a intuire le
reali potenzialità di un mezzo così compatto. Insieme, i due partner fondarono
la Micro Compact Car AG con sede nella città svizzera di Biel.
La première mondiale di smart
fortwo (allora si chiamava city coupé) si celebrò nel 1997 al Salone dell’Auto
(IAA) di Francoforte e come sede di produzione venne scelta la cittadina
francese di Hambach. Nrello stesso anno la fabbrica, soprannominata anche
smartville, avviò la produzione. La catena di montaggio a forma di “+” soddisfa
in modo ottimale i requisiti di logistica e assemblaggio. Grazie all’efficiente
configurazione dei processi di produzione, i costi di trasporto e logistici
sono ridotti al minimo. Le vendite del modello fortwo sono iniziate nell’ottobre
1998 e in quello stesso anno, smart è diventata una società controllata al 100%
della Daimler-Benz AG (oggi Daimler AG).
Negli anni successivi, il marchio
smart ha introdotto i modelli smart roadster e smart roadster-coupé (2003),
oltre alla vettura compatta a quattro posti smart forfour (2004). Dopo la
decisione, presa a fine 2005, di interrompere la produzione di smart roadster
ed a metà 2006 quella di smart forfour, smart si è concentrata completamente su
smart fortwo. Contemporaneamente, tra i progetti realizzati vanno ricordati,
tra gli altri, la smart crossblade del 2002, senza porte, tetto e parabrezza, e
la showcar smart crosstown del 2005, con trazione ibrida. Nell’aprile 2007, la smart
fortwo si è presentata sul mercato con la seconda generazione.
La versione diesel, smart fortwo
cdi, si conferma “CO2 Champion” a livello mondiale. La due posti da 33 kW/45 CV
consuma in media 3,3 litri per 100 chilometri (consumo globale a norma CEE),
riuscendo a percorrere circa 1.000 chilometri con un pieno. Con 88 grammi per
chilometro, questo modello vanta le emissioni di CO2 più basse al mondo per una
vettura di serie. In Italia e Germania, un Cliente smart su cinque circola a
bordo di questa parsimoniosa versione diesel.
Per ridurre ulteriormente le
emissioni di CO2 prodotte dai motori benzina, in Europa è disponibile anche
smart fortwo mhd (micro hybrid drive) con il sistema Start/Stop ed una potenza
di 52 kW/71 CV. Questo dispositivo arresta automaticamente il motore non appena
la velocità di marcia scende sotto la soglia di 8 km/h e viene azionato il
pedale del freno. Quando il guidatore alza il piede dal freno, il motore
riparte. Il consumo si riduce di circa 0,4 litri, scendendo da 4,7 litri a
circa 4,3 litri per 100 km. Le emissioni medie di CO2 scendono da 112 grammi a
103 grammi per chilometro.