Il valzer di accordi tra Case automobilistiche sembra non aver termine: ultimo in ordine di tempo quello che vede Volkswagen interessata ad acquistare il 10% di Suzuki per una cooperazione nel settore delle microcar. La voce è circolata come un fulmine negli ultimi giorni di giugno riportata dal periodico tedesco Manager Magazine secondo il quale Volkswagen utilizzerebbe l’esperienza Suzuki nelle miniauto per inserirsi in un segmento che in prospettiva dovrebbe segnare una forte crescita.
In realtà sembra che l'accordo non preveda l'acquisizione da parte di Volkswagen di una quota del 10% della casa giapponese, ma la costituzione di una joint venture tra le due Case da avviare inizialmente in India. La motivazione di questa soluzione sarebbe tutta di ordine economico in quanto troppo costosa per il Gruppo di Wolfsburg (e della controllante Porsche) soprattutto in questo momento.
Lo stesso Ferdinand Piech aveva confermato interesse per la Suzuki durante il recente lancio della Volkswagen Polo. Un accordo tra le due aziende, che era già stato tentato nel 1992, secondo gli analisti sarebbe estremamente profittevole per entrambe: la Volkswagen potrebbe utilizzare l’invidiabile know how della Suzuki nella progettazione e fabbricazione di piattaforme di segmento A, Sub A, B e Sub B senza dover sostenere da sola l'onere di sviluppare il programma per la piccola 'Up!'.
Sembra non pensarla così invece il top management Suzuki, che dopo le prime voci ha smentito qualsiasi contatto con Volkswagen. Secondo i vertici Suzuki si tratterebbe di indiscrezioni senza fondamento. Suzuki insomma non conferma. Peccato che il mercato ci creda e che le sole voci su un possibile accordo tra Volkswagen e Suzuki abbiano fatto balzare i titoli in borsa (+5,5% per la Casa giapponese, +3,3% per la Volkswagen), per poi far scendere del 2,5% il titolo Suzuki alla borsa di Tokyo appena giunta la smentita di Suzuki.