Matrimoni e separazioni sono all’ordine del giorno in qualsiasi settore economico, politico, sportivo e quant’altro preveda l’unione di due realtà. Va da sé che gli accordi extramatrimoniali non approvati da entrambe le parti in causa finiscano nell’unico modo conosciuto dal mondo civile, ovvero con una separazione consenziente e quindi con un divorzio. E’ successo così anche tra Suzuki e General Motors, uniti da tempo in un accordo per lo sviluppo di una vettura elettrica poi rimesso in discussione da GM dopo che Suzuki è convolata a nozze con il Gruppo Volkswagen. Come noto, il Gruppo tedesco da un paio di mesi è proprietario del 19,9% delle azioni Suzuki, che a sua volta ha reinvestito il capitale ottenuto in azioni Volkswagen. Un classico esempio di partecipazioni incrociate che non è stato gradito da GM.
Suzuki e General Motors (una volta che il suo principale azionista) i erano uniti per sviluppare tecnologie ibride e fuel-cell, ma evidentemente il richiamo di Vw è stato più attraente. GM ha così deciso di chiudere il rapporto entro la fine del mese di febbraio.
Oggi Suzuki è infatti alleato a livello globale con Volkswagen decisa a portare avanti progetti di auto ibride, di motori diesel ed elettrici, con il nuovo partner. Suzuki dovrà a questo punto rivedere anche i rapporti che la legano al Gruppo PSA Peugeot Citroen e Renault, attualmente fornitori di motori diesel della Casa giapponese.
Al Salone di Ginevra Suzuki sarà tuttavia presente con la prima europea della Swift Plug-in hybrid, dotata di motore da 54 kW alimentato da batterie agli ioni di litio, e con la berlina Kizashi, anche lei al suo esordio nel Vecchio Continente. Prima mondiale invece per la nuova Grand Vitara. |
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