Dopo ben 50 anni di convivenza, il Gruppo tedesco Daimler rinuncia alla sua partecipazione nel capitale della indiana Tata. Il consiglio di amministrazione del Gruppo tedesco ha infatti ceduto a diversi gruppi di investitori l'intera quota che ancora deteneva in Tata Motors, e che era pari al 5,34%. Si parla di una plusvalenza di 300 milioni di euro e rispetto al prezzo pagato originariamente che sarà contabilizzata nei conti Daimler del primo trimestre di quest'anno.
La decisione di vendere è maturata dopo che i corsi azionari dei titoli Tata Motors sono saliti sensibilmente, in particolare nel 2009, così da permettere a Daimler un sensibile introito di capitale dopo che il Gruppo tedesco non riteneva più utile mantenere la quota che era in suo possesso dal lontano 1954.
Questo non vuol dire che Daimler abbandoni le sue attività in India, tutt’altro: il Gruppo vuole continuare a rafforzare il maggiore centro di ricerca e sviluppo al di fuori della Germania (attivo dal 1996) che possiede a Bangalore e gli stabilimenti Mercedes dove produce dal 1995 (a Pune) sia auto sia veicoli commerciali e industriali. Per non parlare delle concessionarie e delle officine che possiede in 25 città dell'India, dove nei primi due mesi di quest'anno ha segnato quasi un raddoppio delle vendite di auto (800 unità in totale). Nuovi impulsi dovrebbero inoltre arrivare dal lancio della nuova Classe E.
Nel 2009 Mercedes ha consegnato 3.200 auto in India e punta ora ad aumentare la sua quota di oltre il 10%. Non solo, ma per i camion Daimler l'India rappresenta uno dei mercati del futuro, assieme a Cina, Russia e Brasile. Dal 2012, inoltre, Daimler produrrà a Chennai, nel sud del Paese veicoli commerciali leggeri, di media portata e veicoli industriali per il mercato indiano.
La cosa che più colpisce di questo divorzio però è un’altra, ed è la riflessione che si fanno molti addetti ai lavori secondo i quali resta ancora inspiegato come mai nonostante il legame decennale intercorso tra i tedeschi di Daimler e gli indiani di Tata, non si siano mai realizzate importanti sinergie. Cosa che invece è riuscita a Tata con il Gruppo Fiat dove Tata è partner industriale e il suo patron, Ratan Tata, siede nel Cda del Lingotto.