L’auto più economica del pianeta potrebbe non vedere la luce nei tempi
prefissati (fine 2008): una rivolta dei contadini a cui verrebbero espropriati
i terreni per la costruzione dello stabilimento della Nano vicino Calcutta ha
costretto la Tata a bloccare i lavori e a tutt’oggi non si sa quando la
fabbrica sarà portata a temine. Lo stabilimento di Singur, che dovrebbe dare i
natali alla Nano, è infatti diventato il simbolo della battaglia dei contadini
locali contrari all’esproprio dei loro terreni e agli indennizzi proposti dal
Governo, ritenuti troppo bassi.
Ratan Tata, presidente della Casa automobilistica indiana,
ha minacciato di spostare la costruzione dello stabilimento in un altro luogo,
con tutto quello che comporterebbe in termini di posti di lavoro e
investimenti, ma questa decisione potrebbe mandare a monte le promesse (e le
aspettative di molti indiani) di poter realizzare un’auto a costi così ridotti.
Oltre a fare slittare i tempi di
produzione oltre il quarto trimestre 2008 come assicurato inizialmente.