E’ bastato un lieve ritardo nei pagamenti ai fornitori per
fare crollare del 3,2% il titolo Tata in una seduta di Borsa. E’ il segnale che
anche per il colosso indiano dell’auto la fiducia degli investitori e ai
livelli di guardia.
"Siamo in una situazione difficile, come tutto il comparto industriale
indiano" ha detto l’ Amministratore Delegato Tata Ravi Kant, "C'è un
problema di liquidità che interessa tutti."
E’ in conseguenza di ciò che Tata, che possiede anche il controllo dei marchi
di lusso Jaguar e Land Rover, sta riducendo le spese dopo la sua prima perdita
trimestrale in sette anni, quantificabile in circa 40 milioni di Euro. Una
perdita corrispondente a una flessione del 32% dovuta a una contrazione dei
volumi da 144.600 unità a 97750.
Il vero problema però è la attesissima Nano. Dopo essere
stata costretta da una rivolta sociale a spostare la nascita dello stabilimento
che dovrebbe produrre l’auto low-cost per eccellenza, Tata si trova costretta a
rinviarne il lancio a data da destinarsi. E qui le cose si complicano.
C’è che
dice che la produzione della Nano slitterà di un anno, e chi, come alcuni
quotidiani indiani di pochi giorni fa, parlano di marzo 2009. Probabilmente
sono esatte entrambe le notizie: da un lato, come afferma lo stesso
amministratore delegato Ravi Kant, ci vorrà un anno per completare lo
stabilimento dedicato alla Nano, mentre altri quantitativi potrebbero essere
prodotti altrove ed essere pronti per la prossima primavera.
Secondo il Business Standard indiano, la tata
ha completato i test in uno dei suoi stabilimenti e avvierà la produzione al ritmo di 3000-4000
unità al mese, contro le 250.000 che dovrebbero uscire dal nuovo stabilimento
una volta avviata la produzione a pieno ritmo.