Il Giappone continua a riservare sorprese nel mercato dell’auto, soprattutto nel campo delle ibride. Dopo l’exploit della Honda Insight del mese scorso tocca ora alla nuova Toyota Prius raccogliere lo scettro di regina delle vendite. La terza generazione della ibrida giapponese è stata la ibrida più venduta nel mese di maggio al punto che per la prima volta dallo scorso novembre Toyota ha deciso di varare turni di lavoro straordinario per far fronte alla domanda molto superiore alle attese.
Toyota ha dovuto rivedere anche le stime di vendita programmate per la nuova Prius portandole dalle iniziali 42.000 alle 50 mila unità per il 2009. Anche perché gli ordini sono già arrivati a 80 mila unità. L’obiettivo per il 2010 è di vendere 400.000 Prius in tutto il mondo, di cui 60.000 in Europa.
A favorire il mercato delle ibride in Giappone (ma anche in molti mercati europei e in Usa) è il livellamento dei loro prezzi, molto più abbordabili rispetto agli anni scorsi grazie anche all’introduzione di incentivi vari. Non ultimo anche il nuovo balzo dei prezzi del petrolio che rende meno interessanti le vetture diesel e benzina.
Con un totale di 10.915 unità, la Prius è stata in maggio la vettura più venduta tra le over 660cc, davanti alla Honda Fit/Jazz fermatasi a 8.859 unità, e alla Honda Insight (8.183 unità).
Il sistema ibrido della nuova Prius non cambia: fino a 50 km/h e per un massimo di due chilometri funziona in modalità elettrica, quindi a emissioni zero, mentre in tutti gli altri casi il motore elettrico “aiuta” quello a combustione, tranne quando la vettura si ferma (al semaforo o in coda). In questo caso l’auto si spegne per riprendere vita al primo tocco di acceleratore. Le batterie si ricaricano recuperando l’energia in frenata. Un pannello fotovoltaico inserito sul tetto serve invece a fornire energia solare per l’impianto di aria condizionata.
La nuova Prius ha una velocità massima di 180 km/h, consumi di 25,6 km con un litro ed emissioni di CO2 di 89 g/km. Arriverà in Italia a settembre, a un prezzo ancora definito ma che si dice sia in linea con quello attuale, 26.000 euro, senza incentivi.