Dopo 14 anni un membro della famiglia Toyota torna a guidare il primo gruppo automobilistico del mondo. Dal 23 giugno Akio Toyoda, 53 anni, nipote del fondatore del Gruppo e figlio del CEO dal 1982 al 1992 Shoichiro Toyoda oggi presidente onorario, è il nuovo CEO del colosso giapponese, nominato per acclamazione dai circa 3.300 azionisti che nel corso di un’assemblea hanno approvato il rinnovo del management.
Tra i nominati anche alcuni rientri importanti come quello di Yoshimi Inaba, che aveva lasciato Toyota nel 007 e ora è a capo delle attività Nordamericane, oppure come Tadashi Arashima, che perde le attività africane ma mantiene il comando di quelle europee. Il mercato africano farà parte invece delle attività commerciali in Medio Oriente e America Latina. Ogni regione avrà un suo responsabile. L’ex direttore generale Katsuaki Watanabe diventa invece vice chairman ma tagliato fuori dai centri di potere nonostante i te anni record e il primato mondiale delle vendite, anche se poi responsabile della prima maxi perdita della storia Toyota dell’ultimo anno fiscale.
Watanabe lascia però il suo segno anche sull’andamento in perdita dell’attuale bilancio, perdita che viene stimata come ancora superiore a quella precedente. Akio Toyoda, avrà quindi davanti a sé un grande impegno per riportare i conti in nero. "L'industria automobilistica mondiale è provata da difficoltà estreme dalla fine dello scorso anno. Noi, la nuova squadra dirigente, ci sentiamo come vele in mezzo alla tempesta", ha dichiarato Toyoda, "Vogliamo tornare all'utile il prima possibile. Vorrei evitare di subire delle perdite per il terzo anno consecutivo e farò del mio meglio per perseguire questo obiettivo. Vista l'epoca in cui viviamo, poco importa chi è il CEO: il lavoro sarà estremamente duro" ha aggiunto Toyoda.
Nell'esercizio 2008-2009 Toyota ha chiuso con una perdita di 436,9 miliardi di yen (3,3 miliardi di euro), con una previsione di chiudere in rosso anche l'esercizio 2009-2010 con una previsione di 5,8 miliardi di euro. Previsione che però potrebbe essere corretta in modo più ottimistico se continuerà il successo della nuova Prius. Il boom di vendite in Giappone (200 mila ordini in poco più di un mese) e il grande interesse manifestato anche in Occidente per la nuova vettura sono un ottimo toccasana per il nuovo responsabile Toyota. Che durante la sua prima conferenza stampa ha già tracciato le linee guida della sua gestione. La prima sarà infatti quella di puntare sulla Prius anche in Europa, poi quella di ridurre i costi fissi e puntare su un ritorno all’utile entro il 2011.
Akio Toyoda non ha risparmiato nemmeno critiche al suo predecessore che in una intervista a Bloomberg ha così liquidato: “Con lui c’è stata un’ansia di gonfiare vendite e profitti che ci ha portati sulla strada della bancarotta in cui è incorsa General Motors. I clienti di oggi vogliono spendere poco, è stato inutile dirottare il business verso modelli troppo grandi e costosi come i SUV”. Ma ecco uno stralcio del suo discorso inaugurale.
“Dalla sua nascita, la filosofia di questa società è stata quella di contribuire alla società… Contribuire alla società significa due cose: produrre gli autoveicoli che soddisfano le esigenze della società e arricchiscono le loro vite e di servire le società creando il lavoro, guadagnando profitti e pagando le tasse, arricchendo così le economie locali dove operiamo…
Ma attualmente stiamo perdendo denaro e non riusciamo a contribuire come vorremmo: per questo dobbiamo ripartire dal basso… Toyota ha superato molti ostacoli nella sua storia di 70 anni, e questo soprattutto ai principi di “cliente primo” e “genchi genbutsu”… Negli ultimi anni siamo andati troppo oltre i nostri punti di forza tradizionali, e con questo in mente, la strada per il futuro è abbastanza chiara: dobbiamo riconfermare e riaffermare i principi che ci hanno guidato in passato…
Sicuramente i prossimi anni saranno ancora duri, ma se tutti riusciamo a seguire questa missione, Toyota tornerà… Il mio compito è di lavorare dal basso verso l’alto per tornare alla profittabilità il prima possibile… Anziché chiedere “quante macchine abbiamo venduto?” dobbiamo chiederci “che tipo di macchine renderanno felici le persone?” e “che prezzo potrà attirare le persone in ogni regione?” e poi dobbiamo fare quelle macchine…
Per raggiungere l’obiettivo di una società con minori emissioni, dobbiamo migliorare le tecnologie ambientali che raggiungono minori consumi… Abbiamo bisogno della tecnologia che coinvolge le persone e anticipa i loro bisogni… Lavoreremo duramente nel realizzare veicoli di cui le persone si innamoreranno… Voglio essere ricordato come il Presidente più vicino al “genba” o le prime linee di produzione perché l’essenza della gestione è lì, dove gli impiegati Toyota giocano un ruolo vitale…
Abbiamo una frase da sempre in Toyota che dice “incorporiamo la qualità in ogni processo” e quando ogni impiegato ha questo come obiettivo, il risultato sono autoveicoli migliori… Sono con Toyota da 25 anni, che è un periodo molto breve per una persona che prende la mia posizione… Mi impegno di implementare i passi descritti sopra in maniera equilibrata, senza essere troppo zelante, cercando di stare unito con tutti gli altri e non dimenticare la gratitudine che sento per queste persone…”.