Si ingarbuglia sempre di più l’intreccio tra Case automobilistiche di ogni parte del mondo nel tentativo di dar vita a colossi che cercano di trovare le giuste alleanze per resistere alla crisi del mercato e guardare al futuro con maggiore sicurezza. Un passo importante in questo senso lo ha fatto in dicembre la Volkswagen, che ha rilevato il 19,9% delle azioni della giapponese Suzuki, azienda che ha anche in corso un accordo con la Fiat per la produzione del Suv Sedici. Suzuki a sua volta si impegna a investire la somma ricevuta (1,6 miliardi di euro) in azioni Volkswagen.
L’intreccio azionario prelude anche a un intreccio produttivo secondo il quale le due Case svilupperanno in comune sinergie per la produzione di vetture compatte ed economiche, un settore dove Suzuki può vantare una enorme esperienza. Non solo per l’Europa e per i Paesi asiatici più ricchi, ma anche per India e Cina. Nei piani anche una city car per l’Europa.
Entrando nel capitale Suzuki, Vw non solo ha acquistato il 19,9% della Suzuki, ma è entrata anche nel capitale della Maruti-Suzuki, colosso indiano specializzato nella produzione di vetture compatte economiche. Indiscrezioni sollevate dopo l’accordo parlano infatti di un potenziale accordo per produrre insieme una vettura low-cost da vendere a un prezzo non superiore ai 3.000 euro.
Ma non è solo spirito di sopravvivenza quello che anima le mosse del colosso tedesco: il piano del Gruppo Volkswagen è anche quello di scalzare il Gruppo Toyota dal piedistallo in cui si trova, al vertice del mercato mondiale. I numeri dei due colossi neosposi sono infatti di grande prestigio. Volkswagen nel 2008 ha venduto 6,3 milioni di auto nel mondo con un fatturato di 113,8 miliardi di euro, 61 stabilimenti e 370.000 dipendenti; Suzuki e più piccola, ma sempre di rilievo, avendo venduto nel 2008 quasi 2,3 milioni di auto (ma anche 3,3 milioni di moto), costruite in 40 stabilimenti nel mondo da 50.000 dipendenti per un fatturato di 21 miliardi di euro.