Volvo rispolvera uno dei nomi che hanno fatto la sua fortuna sul finire degli Anni 80, la Polar. Una trovata di marketing pensata in Italia per il mercato italiano che ha poi avuto fortuna in tutta Europa. Ovvero, proporre una vettura di prestigio come era la Volvo 240 SW ormai giunta a fine vita e rivitalizzarla con un allestimento essenziale ma a un prezzo concorrenziale. In sostanza una vettura low cost ante litteram.
Vent'anni dopo, in risposta alle esigenze del mercato di oggi, Volvo Italia rilancia la formula della vettura premium con allestimento essenziale ed efficiente proposta ad un prezzo irripetibile. Le varianti Polar oggi sono disponibili sui modelli C30, V50, V70 e XC90. I prezzi di attacco sono molto interessanti come si può notare:
Volvo C30 1.6 Polar: 17.450 Euro
Volvo V50 1.6 Polar 21.200 Euro
Volvo V70 2.0 Polar 30.950 Euro
Volvo XC90 D5 Polar 42.800 Euro
E a chi giudica l’operazione come una scorciatoia per abbassare i prezzi in un momento di crisi del mercato risponde Michele Crisci, Amministratore Delegato di Volvo Auto Italia: "Non si tratta certo di un'operazione per riparare ad un cattivo andamento dei prodotti", spiega, "I dati dimostrano, infatti, come le nostre vendite siano all'altezza delle aspettative. Né tanto meno si tratta di un'operazione di fine ciclo di alcuni modelli, che hanno invece vite ancora lunghe. In realtà, in un contesto di mercato nel quale si punta sugli incentivi e con una crisi che limita le possibilità di accesso del pubblico al segmento alto di gamma, Volvo ha pensato di non andare verso il basso e, al contrario, di riproporre Polar, cioè una vettura di lusso venduta ad un prezzo irripetibile e dunque accessibile ai più, specialmente ai giovani e alle famiglie giovani. E così vorremmo che la nuova Polar diventasse una sorta di linea giovane della nostra offerta di prodotto".
Le varianti Polar corrispondono, di fatto, a livelli di allestimento Kinetic. In altre parole, non si tratta di vetture inizialmente ricche e poi impoverite per scendere di prezzo, bensì di un'auto nella quale la dotazione è stata pensata per essere interessante in rapporto al prezzo. Pur trattandosi della variante di accesso, la dotazione risulta comunque completa specialmente sul piano della sicurezza e del confort. In aggiunta all'equipaggiamento di serie Kinetic, dunque, le versioni Polar presentano, per esempio sulla C30, tra le altre cose: cerchi in lega Cordelia da 16’’, interni in tessuto, climatizzatore a controllo elettronico, sistema IAQS per la qualità dell'aria in abitacolo, filtro FAP (per il 1.6 D). Sulla V50 Polar, cerchi in lega Cordelia da 16", sulla V70 Polar le modanature inferiori in colore coordinato alla carrozzeria, una nuova griglia anteriore, la cornice del vano per la chiave di accensione in metallo satinato, mentre sulla XC90 Polar la chiave di attivazione/disattivazione airbag lato passeggero, il- comando elettrico di sicurezza per i bambini, gli inserti in manganite e i fari alogeni
Inoltre, per tutte le Polar Volvo mette a disposizione anche un pacchetto optional Polar Plus, studiato per arricchire l'allestimento. Così, di fatto viene riproposto, insieme al concetto Polar, anche quello di Super Polar che negli anni '90 completò l'offerta Volvo. Infine, viene predisposto anche uno specifico pacchetto accessori dopo-vendita chiamato Polar Free Time, che contiene anche un navigatore portatile Volvo.
La storia della Polar
Volvo Polar e Super Polar nacquero rispettivamente nel 1989 e 1990 da un'iniziativa della filiale italiana al fine di stimolare le vendite delle SW e attrarre un pubblico più giovane. La prima Polar, su base 240 SW, vendette circa 15.000 unità in cinque anni, quasi tutte catalizzate. Il successo ottenuto dalla prima Polar spinse Volvo Italia a proporre una seconda generazione di Polar, sulla base del modello 940 SW, fra il 1995 e il 1997.
La proposta delle Volvo Polar e Super Polar fu una iniziativa presa dalla filiale italiana di Volvo a fine anni '80 e divenne un fenomeno di moda a livello europeo. Era il 1989 quando veniva consegnata la prima Volvo Polar, lanciata come versione giovane della 240 Station Wagon (245) equipaggiata con motore a benzina 4 cilindri di 2 litri e potenza pari a 109 CV, un classico della Casa svedese. Il successo riscontrato dall'iniziativa in pochi mesi fu enorme. Un anno dopo erano state consegnate 5000 Volvo Polar (con poche unità spinte dal turbodiesel 2.4 D6) contro previsioni che nella più rosea delle ipotesi non arrivavano neppure a 1000 unità nei 12 mesi.
La Polar di allora venne lanciata essenzialmente per rivitalizzare la 240 SW e incrementare le vendite delle familiari in Italia, conquistare nuovi clienti al marchio Volvo, rispondere al boom del mercato dell'usato proponendo una vettura nuova allo stesso prezzo di una vettura d'occasione.
Polar venne proposta come una nuova variante. Certamente la leva del prezzo era la più importante. Il target era un pubblico giovane, più giovane rispetto agli acquirenti della versione SW GLE, e quindi più "sensibili" al fattore economico. La Volvo 240 SW Polar venne dunque proposta a 24 milioni di lire con un equipaggiamento che comprendeva chiusura centralizzata, poggiatesta anche posteriori, rails per il tetto, interni neri, una scelta fra 4 colori di carrozzeria (Bianco, Argento, Grigio Scuro e Rosso)
I risultati di vendita della Volvo 240 SW Polar:
1989 1327 unità (da agosto a dicembre)
1990 4950 unità (di cui 36 unità 2.4 D6)
1991 4281 unità (di cui 6 unità 2.4 D6)
1992 3822 unità (di cui 8 unità 2.4 D6)
1993 1108 unità (di cui 2 unità 2.4 D6)
1994 25 unità (di cui 1 unità 2.4 D6)
Totale: 14.186 unità.
A rafforzare l'offerta Polar, nel 1990, quindi quasi subito, arrivò la Super Polar, anch'essa studiata e voluta da Volvo Italia per il mercato italiano. Approfondendo l'analisi del clamoroso successo della Volvo Polar, si scoprì che esisteva una fascia di utenti che avrebbero acquistato volentieri una Polar in quanto vettura fresca ed efficiente, ma che avrebbero preferito un'auto più ricca ed equipaggiata in modo da renderla esclusiva. Così la filiale italiana di Volvo pensò alla Super Polar, una vettura che esprimesse il massimo in termini di value for money. E l'equipaggiamento di serie diventò veramente completo, inclusivo di ABS e interni in pelle, specchietti regolabili elettricamente dall'interno e riscaldabili, aria condizionata e alzacristalli elettrici anteriori e posteriori.
Tale arricchimento avrebbe normalmente significato un incremento di prezzo pari a circa 10 milioni di lire rispetto alla Polar. Invece, la Super Polar venne proposta ad un prezzo di 29.900.000 lire, quindi solo 5 milioni di lire in più della Polar. Con l'arrivo della Super Polar, Volvo Italia decise di proporre esclusivamente varianti catalizzate. Dal 1° gennaio 1991, dunque, per Polar e Super Polar il solo motore acquistabile fu il B200F, versione con sonda Lambda e marmitta catalitica del 2 litri 4 cilindri, con potenza pari a 109 CV.
Subito dopo la conclusione della fortunata parabola della Polar, nel 1995 Volvo Italia introdusse la Polar seconda generazione. Questa volta il modello interessato fu la 940 SW, versione di accesso (semplificata nell'allestimento e più economica per la scelta dei motori) della 960, che si trovava in phase-out a causa dell'arrivo della nuova Volvo 850.
Vennero così lanciate Volvo 940 2.0 Polar e 2.0 Super Polar, entrambe SW ed entrambe spinte dal classico motore 4 cilindri di 2 litri da 109 CV. La Polar seconda generazione uscì di scena nel 1997.