Batti e ribatti, la Volvo alla fine è diventata cinese. Domenica 28 marzo è stato firmato a Goeteborg l'accordo che segna il passaggio definitivo del costruttore automobilistico svedese dalla Ford alla Geely, la maggior casa produttrice privata cinese, controllata dal magnate Li Shufu. L'accordo, che entrambe le parti mirano a chiudere nel terzo trimestre di quest'anno, prevede non solo l’acquisizione da parte di Geely di una casa automobilistica europea con un fatturato cinque volte maggiore, ma coinvolge anche gli interessi di 22 mila dipendenti in tutto il mondo. La transazione sarebbe avvenuta dietro l’esborso di un valore di 2,4 miliardi di dollari, pari a circa 1,8 miliardi di euro.
Di tale cifra, tra i 500 e gli 800 milioni di dollari sarebbero prestati dalla Banca Europea degli Investimenti e altri 500 milioni dai governi di Svezia e Belgio, che ospitano gli impianti produttivi di Volvo. La stampa svedese ha segnalato tuttavia la mancanza di trasparenza della vendita interrogandosi sulla capacità effettiva di una società giovane come la Geely di finanziare l'acquisizione. Operazione definita addirittura "un salto nel vuoto" dal quotidiano Dagens Nyheter all'indomani dell'accordo.
Dal canto suo il presidente di Geely Li Shufu, in un'intervista allo Svenska Dagbladet ha assicurato che il dipartimento ricerca e sviluppo di Volvo resterà in Svezia e che la produzione sarà assicurata dalle fabbriche svedesi prima di far ricorso a impianti in Cina. L'acquisizione, che si conclude dopo quasi due anni di colloqui tra Ford e Geely Automobile Holding sottolinea la presenza della Cina come forza importante nel settore auto a livello mondiale.
Sempre Li Shufu ha dichiarato di stare progettando una fabbrica a Pechino in grado di produrre 300.000 Volvo all’anno per il mercato cinese. Un mercato in forte espansione che nel 2009 è cresciuto del 46% con un record di 13,6 milioni di unità vendute, superando gli Usa e diventando il primo mercato al mondo. E tutto ciò senza possedere la tecnologia avanzata dei marchi occidentali.
Quanto alla Ford, con la vendita della Volvo ha praticamente azzerato l’ex Premier Automotive Group, il fiore all’occhiello della produzione di lusso del Gruppo Usa che oltre a Volvo comprendeva anche Aston Martin, Jaguar e Land Rover.