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Insieme
all'introduzione di tre modelli DRIVe, efficienti in termini di consumi, con
emissioni inferiori a 120 g/km, Volvo Cars svela un aggressivo piano d'azione
per ridurre la produzione di CO². Lo scopo è
quello di ottenere modelli DRIVe con emissioni pari a circa 100 g/km (3,8
l/100km) entro pochi anni. Entro
un paio di anni la Casa svedese vuole infatti arrivare a ottenere modelli con emissioni
di circa 100 g/km di CO2. E per farlo ha scritto una vera e propria roadmap che
riportiamo qui sotto.
L'obiettivo che Volvo si è prefissata per il 2011, per esempio, è riuscire a produrre una Volvo S60 con emissioni di CO² inferiori
a 120 g/km (4,5 l/100 km), seguita da una Volvo S80 che ne produca meno di 130
g/km (4,9 l/100 km) e da una Volvo XC60 con valori al di sotto di 140 g/km (5,3
l/100 km). Tutte queste varianti avranno una alimentazione a gasolio. Oltre a
queste, il 2011 sarà l’anno di presentazione di una innovativa vettura ibrida,
seguita l'anno successivo da un diesel ibrido.
La micro-ibrida, dotata di funzione start-stop che spegne il motore a
combustione quando il veicolo è fermo, offrirà numerosi vantaggi rispetto alle
soluzioni di altri produttori. Potrà essere utilizzata in abbinamento sia con il
cambio manuale sia con quello automatico, e in variante manuale, offrirà al
conducente la possibilità di cambiare idea: il motore potrà cioè essere avviato
immediatamente anche se l'auto non si sarà fermata del tutto. Né vi sarà bisogno di
mettere in folle la leva del cambio.
Una vettura
che garantisca un risparmio di carburante pari al 4-5 percento in un ciclo di
guida misto.
Per quanto riguarda i motori a benzina, nel 2009 Volvo inizierà ad introdurre
una nuova generazione di motori turbo quattro cilindri con iniezione diretta,
una tecnologia nota come GTDi (Gas Turbo Direct injection).
La tecnologia
GTDi consente di ridurre le dimensioni del motore da cinque a quattro cilindri
senza compromettere le prestazioni, ma ottenendo un consumo di carburante ed
emissioni di CO2 inferiori del 20-30%.
Nell'ibrida diesel che Volvo Cars sta sviluppando, le ruote anteriori sono
alimentate da una variante ulteriormente migliorata del turbodiesel cinque
cilindri D5 di Volvo, mentre le ruote posteriori hanno un motore elettrico
separato. L'interazione tra le due fonti di alimentazione e la distribuzione
della potenza tra le due coppie di ruote è controllata elettronicamente, per
fornire una guida a quattro ruote motrici efficiente e allo stesso tempo i
consumi più ridotti possibili in diversi scenari di guida.
Il motore turbodiesel impiegato nel sistema ibrido è dotato inoltre di una
funzione start-stop che spegne il propulsore quando l'auto è ferma.
Il diesel
ibrido rappresenta una soluzione che si basa su una sofisticata combinazione tra
il già efficiente motore diesel e l'elettronica. Diversamente da una ibrida a
benzina, la soluzione Volvo fornisce notevoli vantaggi ambientali tanto durante
la guida in città quanto in autostrada. Quando verrà lanciata nel
2012, si prevede che l'ibrida diesel ridurrà di un ulteriore 10-15% i dati
relativi ai consumi, nel frattempo già diminuiti.
La fase successiva sarà un'ibrida plug-in, che programmata per uscire dopo il 2012. La
batteria della ibrida plug-in potrà essere ricaricata durante la notte attraverso una
semplice presa di corrente domestica, e fornirà all'auto un'autonomia operativa
di circa 100 chilometri con il solo utilizzo di energia elettrica. Se
necessario, il motore a combustione della vettura si avvierà per ricaricare le
batterie durante la guida.