La crisi economica, il crescente costo della benzina sommati alla maggiore sensibilità degli automobilisti nei confronti dell’ambiente sono i tre elementi del micidiale cocktail che ha mandato in crisi le vendite di Hummer (-50% da inizio anno; -48% nel solo mese di giugno) e che hanno spinto le General Motors a cercare un nuovo acquirente per il marchio più ignorante del mondo in fatto di Suv e fuoristrada.
E gli acquirenti ci sono. La scorsa settimana Hummer ha confermato la disponibilità all’acquisto di almeno una società, individuata nella cinese Tengzhong produttrice di macchinari industriali, che ha firmato un memorandum d'intesa con GM, la quale potrebbe concludere la vendita entro la fine dell'anno.
L'operazione garantirebbe il salvataggio di più di 3.000 posti di lavoro in Usa oltre ai concessionari in tutto il Paese. Jim Taylor Hummer CEO ha rivelato infatti che la Tengzhong manterrà i 150 concessionari statunitensi. L'operazione comprende anche i piani futuri da parte del nuovo titolare che ha già dichiarato di avere programmi molto aggressivi sul fronte dei nuovi prodotti e dei nuovi motori.
Una conferma che arriva dallo stesso Taylor, dovute essenzialmente alla necessità di rispettare il termine di legge del 2016 che richiede di abbassare le emissioni di CO2 a 35.5mpg come valore medio della gamma Hummer . Ci sarà una gamma più ampia che comprenderà versioni meno inquinanti, tra cui probabilmente anche l’Hummer H4 di cui si parla dal 2007. Sembra che Tengzhong terrà Taylor come amministratore delegato e lascerà la sua sede principale negli Stati Uniti.