Dopo gli scioperi, le occupazioni, le cariche della polizia intervenuta in tenuta antisommossa e con l’ausilio degli elicotteri per sgombrare la fabbrica SsangYong dai 500 operai licenziati sembra tornata la calma, almeno quella apparente. Sindacati e azienda si sono messi d’accordo dopo 77 giorni di sciopero provocato dalle minacce di tagli per più di un terzo della forza lavoro. Un migliaio di scioperanti resterà in fabbrica mentre oltre 1600 hanno lasciato l’azienda accettando le condizioni del piano di ristrutturazione.
La più piccola delle case automobilistiche sudcoreane in grave crisi finanziaria continua ad essere in amministrazione controllata e ora paga anche le conseguenze del prolungato blocco della produzione con una perdita nelle vendite di agosto del 72% rispetto all’agosto del 2008.
Il totale delle vetture vendute è sceso dalle 7.302 unità alle 2.012 di quest’anno provocando un danno nelle vendite soprattutto nei mercati esteri che si sono visti consegnare dalla SsangYong nell’agosto 2009 solo 1.072 vetture rispetto alle 4.497 dell’agosto 2008. Un po’ meglio è andata nel mercato domestico dove quest’anno sono state vendute 940 unità a fronte delle 2.805 dell’agosto dello scorso anno.