Alla SsangYong Motor è stata lanciata un’altra ancora di salvezza dopo che un tribunale coreano ha approvato il piano di salvataggio della Casa nonostante i dubbi crescenti dei creditori sulla necessità e sulla riuscita di un eventuale salvataggio. La Seoul Central District Court, la Corte di giustizia di Seoul, ha infatti basato la sua decisione sul fatto che concedendo una seconda possibilità di recupero aumenterebbero le possibilità di salvataggio e quindi anche il valore della Casa. Che sarebbe comunque più alto di quello che avrebbe in caso di liquidazione. Insomma, meglio provare ancora a rilanciare il marchio aumentando anche le possibilità di trovare un nuovo acquirente, piuttosto che chiudere gli impianti per liquidare il tutto e accontentare in parte i creditori.
I manager nominati dal giudice ritengono infatti che la SsangYong possa ora elaborare un piano di rilancio che sia in grado di recuperare un livello di competitività corrispondente a quello dei suoi concorrenti e tornare così al profitto triplicando le vendite entro tre anni.
Le SsangYong saranno anche prodotte dalla russa Sollers, ex Severstal-Avto, già partner di Fiat da qualche anno (produce il Ducato in Russia), nel nuovo impianto di Vladivostock. Stabilimento sul quale si è concentrata la scommessa tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi e persa da quest’ultimo che dovrà acquistare un fuoristrada prodotto in loco. La scommessa era fondata sulla riuscita o meno delle maestranze russe nel rendere produttivo lo stabilimento in tempi brevi. Scommessa vinta. Dai russi.