La crisi SsangYong non sembra di facile rsoluzione e come accade in queste ocasioni la vendita a qualche costruttore più in “forma” diventa la prospettiva più probabile. La novità è che tra i potenziali acquirenti della Casa coreana, controllata fino a qualche mese fa dalla cinese SAIC (dal 51% è scesa all’11,2%), figurerebbe l’indiana Mahindra, che avrebbe tutte le carte in regola e tutto l’interesse di portarsi a casa il know-how fuoristradistico della SsangYong.
La SsangYong è al momento in amministrazione controllata e le autorità governative sudcoreane sono intenzionate a cedere il pacchetto di controllo del 50,1% della società al miglior acquirente, pur di azzerare i debiti maturati in due anni di lotte sindacali e crisi del mercato. Il Governo coreano metterà all’asta entro questo mese la sua quota e deciderà entro agosto quale sarà l’offerta più conveniente per tutti. Una volta scelto l’acquirente ci vorrà qualche mese ancora per definire in dettaglio la cessione che secondo i tempi decisi non dovrebbero protrarsi oltre il prossimo ottobre. Entro fine anno inoltre la SsangYong dovrebbe avviare la produzione della sua nuova vettura C200.