Tra i programmi messi a punto dalla
SsangYong per uscire dalla crisi e superare il debito che la attanaglia figura un
piano triennale che prevede la realizzazione di prodotti da inserire nei
segmenti B e D. Questo in attesa di perfezionare il passaggio sotto il
controllo della società indiana Mahindra e Mahindra, ormai in procinto di acquistare
una quota di maggioranza della SsangYong.
Il piano prevede la produzione di 250.000 vetture l'anno a
livello globale, di cui 100.000 rappresentate dal nuovo Korando. Per riuscire nell’impresa la
SsangYong avrebbe intenzione di entrare in mercati emergenti come Russia, Cina
e Sud America, e di ampliare la gamma di modelli con vetture costruite sulla
nuova piattaforma monoscocca.
Il SUV compatto Korando è la prima auto ad utilizzare questa
la piattaforma, ed è anche il primo telaio monoscocca che l'azienda abbia mai
prodotto. Sarà proprio questa piattaforma a fare da base per le nuove SsangYong,
la più piccolo delle quali dovrebbe essere lanciata alla fine del 2012.
Nel frattempo, il monovolume Rodius e Kyron potrebbero ricevere
degli aggiornamenti, tra cui un nuovo motore diesel, mentre il Rexton verrà
tolto dal mercato.
Il coinvolgimento della Mahindra nel futuro di SsangYong è
essenziale per la sopravvivenza della società coreana, e i due marchi è
probabile che si divideranno i modelli e i badge nei rispettivi paesi. E’ così possibile che il Korando entri in India targato
Mahindra in un futuro prossimo.