SsangYong e la Cinese SAIC, che detiene il 49% delle azioni della stessa SsangYong,
sono in guerra. Da un lato c’è la società coreana in crisi di liquidità e non
più in grado di pagare gli stipendi ai propri dipendenti che addossa le colpe
del fallimento alla SAIC, che si rifiuta di correre in soccorso, dall’altra c’è
la SAIC che se la prende con i sindacati coreani colpevoli di aver scioperato
contro il piano di integrazione tra i due marchi, tra cui la possibilità di
assemblare i Suv SsangYong in Cina. Sta di fatto che SsangYong dopo aver
dichiarato istanza di fallimentoè ora
in amministrazione controllata e solo da pochi giorni ha ripreso a produrre
dopo alcune settimane di fermo, mentre SAIC sembra pentita del suo investimento
nell’azienda coreana costatogli 500 milioni di dollari ma mai decollato come
era nelle intenzioni iniziali.