Dopo aver presentato a Parigi l’ennesima evoluzione delle sue concept con
la Sesto Elemento, la Casa di Sant’Agata Bolognese ha annunciato un’alleanza
strategica tra i suoi reparti di Ricerca e il più importante produttore di attrezzature
per il golf al mondo: la Callaway (produce mazze e palline da golf e, oltre a
queste, vende capi di abbigliamento, calzature e accessori per il golf con i
marchi Callaway Golf, Odyssey, Top-Flite, e Ben Hogan, in oltre 110 Paesi nel
mondo).
Lamborghini e Callaway condivideranno le risorse provenienti dai rispettivi
reparti di Ricerca al fine di stabilire
una collaborazione attiva finalizzata allo sviluppo di tecnologie e materiali
innovativi per i rispettivi prodotti. Questa partnership ha già avuto un suo
esito con la presentazione di un nuovo materiale sviluppato congiuntamente, il Forged Composite.
Il Forged Composite è il materiale più leggero, resistente e preciso, mai usato
da Lamborghini o Callaway. Un materiale rivoluzionario caratterizzato dall'intreccio di
oltre 500.000 fibre turbostratiche per ogni pollice quadrato e da una resistenza incredibile
alle forze estreme a cui sono soggetti i prodotti Lamborghini e Callaway. La densità del Forged Composite
è pari a un terzo di quella del titanio e, in flessione, la sua capacità di
carico per unità di massa è decisamente maggiore.
Lo sviluppo di una nuova procedura brevettata per la forgiatura isotermica
ha permesso agli ingegneri di Callaway e Lamborghini di inserire il Forged Composite nei rispettivi
progetti di design permettendo di aumentare le prestazioni dei rispettivi
prodotti . Per esempio ha permesso a Lamborghini di realizzare la monoscocca e
i bracci delle sospensioni del Sesto Elemento con una qualità e un livello di
costi del tutto che la Casa ha dichiarato estremamente innovativi. Va da sé che
la prossima sfida sarà usare questa tecnologia come standard per la produzione
di bassi volumi di vetture.
Le origini di questo progetto non sono infatti recentissime, ma risalgono a
qualche anno fa. I reparti di Ricerca e Sviluppo di Lamborghini e di Callaway
sono sempre stati accomunati dalla costante ricerca di materiali più leggeri e
più resistenti per migliorare le prestazioni dei loro prodotti. Per esempio, un
altro importante fattore che ha sancito quest'unione è stato lo sviluppo di
strutture composite avanzate. Questi materiali comprendono fibre di carbonio
che, seppur microscopiche, vantano una resistenza e caratteristiche di prestazione
insuperabili rispetto alle leghe metalliche che vengono generalmente utilizzate
nell’industria automobilistica e nella produzione di attrezzature per il golf.
I risultati si possono notare nel dimostratore tecnologico "Sesto
Elemento", dove garantiscono un rapporto peso-potenza e una capacità di
accelerazione senza precedenti. Grazie alla tecnologia avanzata della fibra di
carbonio e del Forged Composite, la Lamborghini Sesto Elemento ha un peso
complessivo di soli 999 chilogrammi – inclusi il motore V10 e il sistema di
guida a trazione integrale permanente. La sua potenza è di 570 CV, con uno
rapporto peso/potenza di soli 1,75 chilogrammi per CV e un’accelerazione da 0 a
100 km/h in soli 2,5 secondi.
La cellula del Sesto Elemento è costituita da una
monoscocca. Tutta la parte anteriore, la carrozzeria esterna e gli assorbitori
di impatto sono sempre realizzati in carbonio. Anche i principali componenti
delle sospensioni e i cerchi sono realizzati in fibra di carbonio. I terminali
di scarico sono realizzati in Pyrosic, un nuovo materiale composito di vetro a
matrice ceramica, che è in grado di tollerare temperature molto elevate, fino a
900 gradi. Anche l’albero di trasmissione è realizzato in fibra di carbonio. Le vetture alleggerite consentono inoltre una
riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.
La parte anteriore e posteriore della scocca sono
realizzate ciascuna in un unico pezzo. Gli ingegneri Lamborghini l’hanno
denominato "cofango", parola creata dalla combinazione di
"cofano" e "parafango". Questi componenti di grandi
dimensioni sono fissati con viti facilmente rimovibili in modo da consentirne
il rapido disassemblaggio. Il "cofango" ricorda anche un’ icona della
storia del marchio. Nel 1966, la Lamborghini Miura era unica tra le
supersportive per la posizione centrale del motore e per la copertura
posteriore apribile in un unico pezzo.
L'approccio minimalista è stato anche applicato agli
interni, a partire dai sedili. Lamborghini ha rinunciato completamente alla
convenzionale struttura del sedile. L’intera struttura interna è ricavata e
definita direttamente dalla monoscocca in carbonio. Infatti, quest’ultima
assolve ad un ruolo sia strutturale sia funzionale, grazie al posizionamento
delle sedute realizzate in materiale high tech e posizionate direttamente sulla
monoscocca. L'ergonomia corretta è data dal volante, che può essere regolato in
altezza ed estensione, e dai pedali, che possono essere regolati
longitudinalmente con un dispositivo elettrico.
Gli ingegneri hanno rinunciato a un rivestimento interno in senso classico. La
caratteristica dominante a livello visivo consiste nel materiale strutturale in
CFRP, presente nel pavimento e nel tunnel centrale e nel materiale composito a
vista sul tetto della monoscocca, sulle portiere nonché sulla plancia.
La struttura del Sesto Elemento è costituita quasi interamente da fibra di
carbonio ed è costruita usando il principio della monoscocca. Monoscocca
significa che la struttura portante del veicolo è realizzata come un guscio
unico, con le proprietà fisiche di un unico componente, e questo consente un
impiego ottimale della estrema rigidezza propria dei materiali compositi.
I cerchi sono anch’essi in materiale composito, mentre
i dischi freno sono carbo-ceramici. Un materiale simile è usato anche per i
terminali di scarico - il Pyrosic, un composto di polvere di ceramica e resina
sintetica che rende il carbonio estremamente resistente al calore. Molti
serraggi sono in titanio, tecnologia derivata dal settore aeronautico. Anche
l’albero di trasmissione è costruito in carbonio con una tecnologia denominata
Wrapping. Questa soluzione ha permesso agli ingegneri di Lamborghini la
rimozione del giunto centrale dell’albero, portando quindi ad una consistente
riduzione di peso.