La crisi Chevrolet si combatte anche con dei piccoli accorgimenti. Lo
dicono i top manager della Casa di Detroit che hanno inviato un messaggio ai
propri dipendenti da lasciare di stucco anche i più cinici. "Un modo per
rendere più autorevole la propria azienda è quello di smettere di usare il
termine Chevy e di chiamare l’azienda con il suo nome intero, Chevrolet",
questo in sintesi il contenuto della missiva che a fine giugno si sono visti
recapitare i dipendenti Chevrolet.
Il richiamo chiedeva ai dipendenti di comunicare il brand come Chevrolet
ogni volta che si trovassero a parlare con un rivenditore, a promuovere
campagne pubblicitarie o anche solo a parlare con amici e familiari. E questo
nonostante Chevy sia uno dei soprannomi più conosciuti al mondo. Non un
messaggio qualsiasi comunque, che lasciasse pensare alla goliardata di qualche
manager in vena di scherzi: il memo era firmato da Alan Batey, vice presidente
Vendite e Servizi Chevrolet e da Jim Campbell, vice presidente della divisione
marketing della General Motors, due dei pezzi più grossi di General Motors.
"Quando osservate i marchi più conosciuti nel mondo, come Coca Cola o
Apple, una delle cose su cui tutti si focalizzano è la consistenza dei loro
marchi" riportava il memo. "Perché la consistenza è così importante?
Più un marchio diventa consistente più in risalto e riconoscibile sarà per il
consumatore" continuava il documento. Il memo non riportava però che Coca
Cola viene praticamente sempre nominata Coca e i prodotti Apple sono conosciuti
col loro nome, come iPhone, iPad, iPod senza riferimenti all'azienda.
Nonostante ciò, qualora Chevrolet volesse fare sul serio e liberarsi del
termine "Chevy" la sfida sarebbe più ardua che uscire dalla
bancarotta: il nome Chevy spopola ovunque. Per non parlare delle numerose
canzoni riferite alla Chevy e dei numerosi fan che hanno tatuato il termine Chevy
sul proprio corpo.
Perché decidere di cambiare strategia allora? A quanto pare la decisione di
chiedere ai propri dipendenti di usare il termine completo invece che
l'abbreviativo è molto meno nobile di quanto possa sembrare in un primo
momento, ovvero sarebbe solo la conseguenza del recente cambiamento di agenzia
pubblicitaria del Gruppo GM.